Il Tirreno

Pisa

omicidio colposo 

Morto al pronto soccorso: duello tra consulenti

P.B.

Due dottoresse di Cisanello sono accusate di aver trascurato il paziente di 43 anni arrivato in ospedale con gravi dolori al costato

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PISA. È stata l’udienza in cui hanno parlato i consulenti di parti civili e imputate. Un racconto durante il quale sono state illustrate le ragioni di chi sostiene che al pronto soccorso potevano fare controlli più accurati e chi, invece, ritiene che i medici a giudizio non hanno nulla di cui rimproverarsi.

È il processo (giudice Raffaella Poggi, pm Paola Rizzo) a carico di due medici del pronto soccorso per stabilire eventuali responsabilità mediche nella morte di Marco Tolomei, 43 anni, di Cascina.

La contestazione della Procura, sulla base della denuncia della mamma del paziente deceduto nel marzo 2014, è quella di aver lasciato troppo a lungo senza controlli il 43enne al pronto soccorso. Ore in cui non sarebbe stato sottoposto a esami che avrebbero rivelato una patologia cardiaca, la dissezione aortica, che nel giro di qualche ora lo portò al decesso. Dopo la morte la famiglia non aveva avvertito la necessità di un'autopsia. Poi, con il passare del tempo, i dubbi sulle possibilità di salvare di Marco avevano iniziato a tormentare la mamma. Fino alla decisione di presentare un esposto. Di qui la riesumazione del corpo e il processo per omicidio colposo.

È un sabato pomeriggio quando si sente male in casa dove il figlio 13enne chiama subito la nonna per un allarme che di lì a poco si traduce in una corsa al pronto soccorso. Tolomei, conosciuto titolare del negozio di famiglia "Tuttoscarpa" a San Frediano a Settimo, una volta arrivato in ospedale dà segnali di miglioramento. La mamma chiede che venga monitorato per capire l'andamento del malore e le conseguenze sul cuore. La contestazione alla base del rinvio a giudizio ruota attorno a un esame che, per l'accusa e la parte civile, avrebbe potuto essere risolutivo per capire cosa stava succedendo al cuore.

Prossima udienza a settembre con l’esame delle imputate Francesca Frassi, 38 anni, di Pisa, è difesa dall'avvocato Elena Libone, e Maria Grazia Luisa Rizzelli, 36 anni, anche lei di Pisa, dall'avvocato Patrizio Pugliese. I familiari di Tolomei si sono costituiti parte civile con i leali Stefania Mezzetti e Laura Antonelli. —

P.B..

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