Sicurezza
Tentò rapina con siringa ai danni di un edicolante giovane finisce a processo
pisa. Con un amico aveva cercato di rapinare l’edicola tra via Croce e piazza Vittorio Emanuele. Un assalto più da balordi che da criminali. E, infatti, il colpo finì con l’arresto di entrambi. Ora...
pisa. Con un amico aveva cercato di rapinare l’edicola tra via Croce e piazza Vittorio Emanuele.
Un assalto più da balordi che da criminali. E, infatti, il colpo finì con l’arresto di entrambi. Ora per uno dei due, Samuele Salvini, 25 anni, c’è la richiesta di rinvio a giudizio.
Il legale Roberto Nocent ha chiesto il rito abbreviato che ieri non è stato celebrato davanti al gup Pietro Murano per il mancato trasferimento del detenuto dal Don Bosco. Una trascrizione errata della data per la traduzione del detenuto-imputato ha fatto slittare l’udienza a dopo l’estate.
Salvini e il complice si erano presentati all’edicola “armati” di siringa.
Vivono tutti e due di espedienti e Salvini nonostante la giovane età ha già collezionato diverse denunce e condanne. Sempre per reati contro il patrimonio, sintomo di una marginalità dalla quale Salvini sembra incapace di allontanarsi.
I due, però, non avevano calcolato la reazione dell’edicolante, Giuliano Nardi.
Rimasto freddo e lucido, il commerciante si era rifugiato all’interno del chiosco e da lì aveva contattato il 113.
Salvini e l’amico, presi in contropiede, avevano desistito dal loro intento per poi fuggire prima dell’arrivo delle volanti.
Una libertà provvisoria. Di lì a poco i poliziotti, già in zona e con la descrizione fornita da Nardi, li avevano bloccati quasi in prossimità di piazza Guerrazzi.
Ad incastrarli, oltre alla descrizione fornita dalla vittima, il dettaglio schiacciante di un tatuaggio sul collo di uno e la siringa utilizzata per minacciare l’esercente, trovata in una delle tasche della giacca indossata dall’altro. Tentata rapina aggravata l’accusa che li portò in carcere.
Per Salvini, ancora in cella, arriva il processo con il rito abbreviato L’altro ha scelto di patteggiare.
Al Tirreno l’edicolante raccontò quell’assalto fallito: «Erano le 19.30 e con la siringa in mano rivolta verso di me mi hanno intimato di dargli i soldi. Non ho ceduto al ricatto e per fortuna, vista la mia resistenza, se ne sono andati. Ma rischiare ogni volta così non ha senso. Ormai sono troppi gli episodi simili, non nascondo un senso di grande rassegnazione». —
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