Sicurezza
Stop ai domiciliari: tornano in libertà Avino e Luvisotti
I vertici dell’Ivg erano stati arrestati il 9 gennaio con l’accusa di aver promesso una Mercedes usata al giudice Bufo del Tribunale civile
PISA. Tornano in libertà dopo quasi sei mesi di arresti domiciliari, Giovanni Avino, 35 anni, di Pisa, vice direttore dell’Ivg e Virgilio Luvisotti, 84 anni, di Rigoli. Arrestati il 9 gennaio con l’accusa di corruzione in atti giudiziari, Avino e Luvisotti hanno l’obbligo di dimora nei comuni di residenza. Entrambi sono coinvolti nel filone pisano dell’inchiesta “La giustizia di Zorro” il cui capofila, secondo l’accusa, era il giudice del Tribunale civile di Pisa, Roberto Bufo, da tempo ai domiciliari dopo una significativa collaborazione con gli inquirenti.
Avino, difeso dall’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio, ha fornito sostanziosi contributi alla Procura genovese, competente per reati che riguardano magistrati in servizio in Toscana. È accusato, con Luvisotti, assistito dall’avvocato Andrea Da Prato, di aver promesso a Bufo, giudice delegato alla vendita di un’imbarcazione di lusso, un Suv della Mercedes usato, per la gestione favorevole della messa all’asta dello yacht. Una disposizione che avrebbe favorito l’Ivg, la cui gestione di recente è stata affidata dal gip di Genova a un commercialista dopo la misura dell’interdittiva emessa nei confronti dell’Istituto vendite giudiziarie. Lo yacht in questione fu aggiudicato nel giugno 2016 e pagato con il versamento dei 4,8 milioni di euro ad agosto, mentre il decreto di trasferimento è del febbraio 2017. Per l’Ivg il vantaggio sarebbe stato quello di farsi pagare dalla procedura le spese di custodia per 150mila euro. A Massa le indagini riguardano le aste pilotate, mentre a Pisa i riflettori sono sugli incarichi di favore a un legale e per un unico episodio di corruzione. A gennaio furono arrestati anche Roberto Ferrandi, 65 anni, di Carrara, commercialista, delegato alle vendite giudiziarie al Tribunale di Massa. Cella anche per la figlia Francesca, 29 anni, avvocato con studio a Pisa. E misura cautelare pure per Oberto Cecchetti, 71 anni, romano, avvocato, e giudice di pace e Luca Paglianti, 53 anni, residente a Marina di Pisa, architetto in Provincia e consulente per i Tribunali. —
P.B..
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