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Pisa

sanità in tribunale 

Morta dopo intervento, maxi risarcimento

Pietro Barghigiani
Morta dopo intervento, maxi risarcimento

Quasi mezzo milione di euro agli eredi di una nota professoressa sottoposta a quattro operazioni e deceduta al Santa Chiara

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PISA

Quattro interventi non riuscirono a salvarla. Anzi, per il Tribunale le operazioni accelerarono il decesso. Di qui la sentenza di condanna al risarcimento a favore degli eredi, il marito e le due figlie.

È un conto che sfiora i 500mila euro quello che l’Azienda ospedaliera dovrà pagare per effetto del verdetto pronunciato dal giudice Eleonora Polidori.

I familiari di Fiorella Lenzi Nardi, storica professoressa alle scuole medie di Larderello, Castelnuovo e Pomarance, avevano citato ospedale e quattro medici chiedendo un risarcimento di 1,2 milioni di euro.

Il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità dell’Aoup e di due medici assistiti dagli avvocati Carla Fiaschi e Patrizio Pugliese. Gli eredi erano tutelati dagli avvocati Stefano Borsacchi e Sandra Berretti.

La professoressa, insegnante di Lettere all’istituto Tabarrini, deceduta il 16 agosto 2010, a 73 anni, lottava da tempo contro una neoplasia all’intestino.

Il ricovero al Santa Chiara avrebbe dovuto dare una risposta a una patologia che aveva debilitato l’insegnante e prostrato i familiari.

Quella dei Nardi è una famiglia conosciuta. Alla professoressa è dedicato da tempo un premio letterario rivolto ai giovani, una delle sue passioni declinata con l’altro amore della sua vita, l’insegnamento.

Era un'istituzione la docente per la comunità di Larderello dove abitava (le figlie vivono a Pisa, ndr) insieme al marito Mario Nardi, ingegnere in pensione, responsabile del personale all'Enel che per tanti anni ha rivestito la carica di consigliere comunale a Pomarance.

Il decesso fu un colpo improvviso per la famiglia. Un dolore che si estese con la rapidità del contagio a tutto il paese. Aver insegnato per 27 anni significa aver seminato conoscenze e affetti. Fiorella aveva anche fatto parte del Lions di Volterra e per tanti anni si era cimentata nella direzione del coro parrocchiale di Larderello, dove suonava l'organo.

Nel 2012 la decisione di citare in giudizio l’ospedale e quattro medici di chirurgia che si erano occupati della professoressa nel corso della degenza e degli interventi in sala operatoria.

Una consulenza di parte dava credito alle loro speranze.

Il giudice ha ritenuto, come avviene sempre nei contenziosi per colpa medica, di affidare una consulenza tecnica d’ufficio a un professionista della provincia di Siena. È sulla base della relazione che il giudice ha scritto la sentenza. Ha ridotto le pretese avanzate nella citazione a giudizio considerando l’età della paziente e il suo stato di salute generale. Ma ha ritenuto provata la colpa medica come causa della morte della professoressa. —



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