Il Tirreno

Pisa

petizione on line 

Oltre 2.600 firme per chiedere la rimozione di Andrea Buscemi da assessore alla cultura

FRANCESCO LOI

Al centro della protesta la vicenda giudiziaria dell’attore che era stato chiamato  a rispondere dell’accusa  di stalking dalla ex compagna

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PISA. Oltre 2.600 adesioni raggiunge nella tarda serata di ieri. «Siamo indignati dalla scelta di Andrea Buscemi come assessore alla cultura. Pisa non se lo merita». Così inizia l’appello, con tanto di raccolta firme, lanciato online da Elisabetta Vanni sulla piattaforma change.org. Al centro della protesta i trascorsi giudiziari di Buscemi che, chiamato a rispondere dell’accusa di stalking dalla ex compagna, in appello è stato assolto perché all’epoca dei fatti (era il 2009) la legge non prevedeva tali reati, ma è stato comunque condannato a risarcire i danni in sede civile.

L’appello è rivolto al nuovo sindaco Michele Conti, al quale viene chiesto di revocare la nomina di Buscemi (esponente della Lega) ad assessore comunale. «Pisa è una città dalle profonde tradizioni culturali - si legge a conclusione della petizione - e con una visibilità di respiro internazionale. Noi vogliamo che i politici rispecchino le qualità etiche dei cittadini che rappresentano e che possano valorizzare le risorse culturali del nostro territorio. Chiediamo quindi che Andrea Buscemi non sieda in consiglio comunale e che non ricopra nessuna carica pubblica perché la sua condanna influenzerebbe negativamente l’immagine di Pisa e di tutti i pisani».

Nel maggio di un anno fa la sentenza della Corte d’Appello di Firenze nei confronti dell’attore. Assolto per i fatti anteriori al febbraio 2009 (perché all’epoca la legge non li prevedeva come reati) e non luogo a procedere per quelli successivi fino al novembre dello stesso anno. Invece la corte fiorentina ha condannato l’imputato Buscemi a risarcire i danni alla parte civile, Patrizia Pagliarone. Per l’attore, che era stato accusato di stalking dalla sua ex, il pm aveva chiesto la condanna ad un anno. Che potesse scattare la prescrizione era un elemento acquisito. Ma allora il fatto nuovo, rispetto alla sentenza riformata di primo grado, era stato il riconoscimento del danno alla parte civile.

Chi riprende e rilancia la protesta è anzitutto la Casa della Donna di Pisa: «Condividiamo l’appello al sindaco di Pisa che in queste ore ha già raccolto centinaia di adesioni. Anche noi crediamo che un uomo condannato per stalking non possa essere nominato assessore alla cultura. Conosciamo bene la vicenda, l’abbiamo seguita da vicino e fino alla sentenza dello scorso maggio che ha riconosciuto la colpevolezza dell’uomo sebbene il reato fosse prescritto. La prescrizione non è assoluzione». Secondo l’associazione Buscemi «non può certo rappresentare la città e governarne le politiche culturali. Vi invitiamo quindi a sottoscrivere l’appello ed a diffonderlo».

«Firmo come cittadina, non come donna e meno che mai come consigliera eletta», ha annunciato la sua adesione alla protesta la consigliera comunale Olivia Picchi (Partito democratico), eletta lo scorso 10 giugno nella nuova assemblea cittadina al pari di Buscemi, poi nominato assessore dal sindaco. «Non mi interessa - scrive - la parte politica, non mi interessa che sia la parte a me avversa. Mi interessa come cittadina che crede che le istituzioni abbiano un valore, quello di rappresentare tutti i cittadini e che nella rappresentanza di tutti ci sia anche la tutela di quelle donne che hanno subìto violenza. Sarebbe una violenza maggiore, più grande, uno schiaffo pubblico, il messaggio che in questo Paese tutto rimane impunito. Spero che il sindaco valuti e pensi come quello che ora è: il primo cittadino, quello di tutti».

Nessun commento da parte di Buscemi. La stessa linea seguita dalla Lega: «Non rispondiamo, preferiamo lavorare per questa città, c’è molto da fare». La questione è comunque sul tavolo del sindaco Conti, in attesa di sviluppi. E valutazioni conseguenti. —

FRANCESCO LOI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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