Il Tirreno

Pisa

STUPEFACENTI e baby consumatori 

Giro di spaccio a scuola tra studenti: condannato

PIETRO BARGHIGIANI

Per l’accusa l’imputato forniva marijuana ad alcuni minorenni che poi la smerciavano negli istituti. Sentenza di 2 anni e 4 mesi

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PISA. Non era un’organizzazione strutturata. Di sicuro, però, il sistema aveva le sue regole con ruoli precisi. C’era lui, Paolino Piazza, di Pisa, che si procurava la sostanza stupefacente. E c’erano loro, gli studenti, che dopo averla ricevuta un po’ se la fumavano e una parte veniva “monetizzata” con lo spaccio a scuola.

Un giro andato avanti alcuni mesi che ieri mattina si è tradotto per Piazza in una condanna a 2 anni e 4 mesi di reclusione. Il pm Sisto Restuccia aveva chiesto 4 anni. L’imputato, difeso dall’avvocato Sara Baldini, non era presente in aula nel corso del processo celebrato con rito abbreviato davanti al gup Giuseppe Laghezza. L’attività aveva avuto anche un stop con l’arresto di un minorenne sorpreso a smerciare droga in un istituto superiore. Un episodio che aveva dato il senso all’estensione di un giro all’interno del quale le dinamiche hanno più marciato nella stessa direzione. È successo che uno degli studenti che si approvvigionavano da Piazza ha iniziato a ricevere minacce. Non lo ha ammesso neanche di fronte agli inquirenti. È stato il padre ad accorgersene quando più volte aveva visto l’imputato in strada, davanti all’abitazione, deciso nel reclamare il pagamento delle dosi consegnate a suo dire al minorenne e non saldate. Tra novembre e dicembre 2016 il giro ha avuto il suo motore più spinto. Poi i passaggi di 10 e 20 grammi alla volta non hanno più avuto un ritorno immediato in termini di pagamento e Piazza, secondo l’accusa, ha iniziato a pretendere il rientro delle spese. Il genitore si è accorto di quella presenza fuori di casa e ne ha chiesto il motivo al figlio. La reticenza del ragazzo è stata superata con i messaggi trovati sul cellulare. Al di là delle minacce i riferimenti ai debiti di droga erano eloquenti. E così il genitore ha risposto alle intimidazioni di Piazza verso il figlio presentando una querela.

La denuncia di un genitore - poi costituitosi parte civile - e le tracce lasciate nei cellulari sono stati sufficienti a definire il perimetro di responsabilità di Piazza. Il difensore Baldini ha sostenuto che il suo cliente non era il promotore dello spaccio a scuola, ma al limite uno del gruppo a cui contestare eventualmente un concorso nella consumazione del reato. E poi l’età dei suoi sodali. Non era evidente che fossero minorenni, è stata la tesi dell’avvocato che ha sottolineato anche la sostanziale incensuratezza dell’imputato. Scontato il ricorso in appello per ottenere una pena con la sospensione condizionale. —

PIETRO BARGHIGIANI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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