Il Tirreno

Pisa

pena di 7 mesi 

Truffò cliente falsificando la firma per un prelievo condannato ex promotore

P.B.

PISA. Sette mesi con la sospensione della pena e 3mila euro di provvisionale da versare alla parte civile.È la sentenza inflitta a Marco Mancini dal giudice Elsa Iadaresta. L’imputato, 59 anni,...

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PISA. Sette mesi con la sospensione della pena e 3mila euro di provvisionale da versare alla parte civile.

È la sentenza inflitta a Marco Mancini dal giudice Elsa Iadaresta. L’imputato, 59 anni, originario di Gambassi Terme e residente nella zona del Cuoio, era finito sotto processo per truffa e falso in scrittura privata. Si era presentato in banca e falsificando la firma del suo cliente aveva ritirato 20mila euro. Era in difficoltà per gli investimenti sballati collezionati come promotore finanziario. E quel prelievo truffaldino altro non era che un tentativo di tamponare le falle che di lì a poco lo travolsero fino a farlo radiare dalla Consob dall’albo dei promotori. Mancini era difeso dall’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio, mentre la parte civile era assistita dal legale Sergio Martelli. L’episodio per cui è finito a giudizio fu la sintesi della crisi finanziaria attraversata da Mancini. La Consob lo ha radiato da tempo. Motivo? Avrebbe effettuato operazioni non autorizzate per conto di alcuni clienti e avrebbe consegnato loro false rendicontazioni. Diversi clienti accusavano Mancini di aver eseguito operazioni d’investimento ad alto rischio senza il loro consenso e che avrebbe nascosto le notevoli perdite finanziarie maturate negli anni «tramite la predisposizione di rendiconti falsi». Davanti alla Consob Mancini non si difese e affidò a una memoria la sua versione dei fatti: «Per non aver avuto il coraggio di raccontare ai miei clienti delle perdite subite ho nascosto il tutto con estratti conti falsi e per rimediare ho cercato di fare operazioni speculative che invece di migliorare o attenuare la situazione l’hanno peggiorata». Nel suo ufficio a Santa Croce sull’Arno vennero trovati degli appunti scritto a mano così titolati: "Clienti a cui mancano soldi: sono quelli evidenziati in giallo" e per alcuni è indicato "ha meno di quello che pensa" e per altri è evidenziato "non ha più nulla". Nell’affanno per tamponare le falle aperte con le operazioni non andate a buone fine ci fu anche l’episodio del prelievo di soldi truffaldino ai danni del cliente. —

P.B..

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