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Quattromila birre chiuse in una stanza: i vigili vorrebbero donarle - Foto
Pisa: sono tutte le bevande strappate ai venditori abusivi della notte. L'appello: "Fateci un'offerta perché vogliamo sbarazzarcene"
PISA. La polizia municipale, solo da febbraio, ne ha sequestrati quasi quattromila. Sono gli alcolici venduti abusivamente nelle notti pisane: la stragrande maggioranza birre (di tutte le marche) acquistabili con pochi spiccioli dagli ambulanti bengalesi o cingalesi che girano piazza dei Cavalieri in bici o spingendo i carrelli della spesa.
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I vigili urbani, nel corso dei blitz fra la movida o negli appartamenti-deposito, poco a poco hanno riempito i sotterranei della Sesta Porta di ogni ben di Dio. Migliaia di litri di birra, ma anche vini, amari e superalcolici. Oltre a carrelli della spesa, borse frigo e biciclette. Tutto ciò che serve agli abusivi per fare i loro affari. Ora, però, la stanza è piena. Il Tirreno ha potuto visitarla in anteprima insieme all’ispettore capo della polizia amministrativa di Pisa, Luigi Tamburri.
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Nel locale interrato, fresco e chiuso a chiave, non si riesce nemmeno a camminare. Non è un caso che i vertici della polizia municipale – con il comandante Michele Stefanelli in prima linea – abbiano dovuto abbandonare nei corridoi della Sesta Porta tutto il resto della merce sequestrata nei vari raid, come i giochi contraffatti venduti sulle spiagge del litorale. Al sicuro, certo, ma fuori dalla stanza delle birre perché è piena come la stiva di una nave merci.
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A seguire in prima persona i sequestri, insieme al capo dei vigili, è stato lo stesso Tamburri. «Da febbraio abbiamo iniziato a fare dei blitz molto più importanti – spiega il responsabile della polizia amministrativa – instaurando finalmente un clima di paura fra i venditori abusivi. Ora ci temono». Prima, dal marzo al dicembre del 2017, la polizia aveva comunque redatto 516 verbali per un totale di 350mila euro di multe. «Credo che quasi nessuno abbia fatto ricorso – sottolinea Tamburri – ma questo non vuole che le sanzioni siano state pagate». Il comando della Sesta Porta ultimamente ha intensificato i controlli anche nei minimarket del centro, che da mezzanotte alle sei non possono vendere alcun tipo di alcolico. «Se li becchiamo nell’illegalità per due o più volte – sottolinea l’ispettore – chiudiamo l’attività per 30 giorni. Credo che il mancato guadagno, per loro, sia il danno più consistente. Molto peggio di ogni ipotetica contravvenzione».
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I sequestri, negli ultimi mesi, non hanno risparmiato neanche gli esercenti. Fra l’altro – secondo una delle ipotesi investigative – alcuni di loro strizzerebbero l’occhio proprio al mercato illegale dell’alcol, prestando la Partita Iva ai grossisti del mercato nero, i fornitori dell’anello debole della catena: bengalesi e cingalesi che la notte girano la città in bici (o spingendo i carrelli rubati dai supermercati) alla ricerca dei consumatori.
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Ma mentre le inchieste vanno avanti, il magazzino rimane pieno. La polizia ha deciso infatti di conservare tutte le bottiglie di birra. E di offrirle a qualche privato in cambio di una donazione, magari per comprare qualche equipaggiamento per i tanti agenti del comando impegnati nella lotta alla microcriminalità. «Chi è interessato, magari può farsi sentire direttamente con Il Tirreno – conclude Tamburri – perché a noi farebbe molto piacere trovare una soluzione. Poi con il comandante Stefanelli decideremo il da farsi».
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