Lutto
Aggredito e picchiato dopo la festa di laurea: «Mi ha salvato una ragazza»
Pisa, ancora violenza in centro: 21enne pisano avvicinato per un accendino e pestato da due coetanei. «Mi ha salvato l'urlo di una ragazza»
PISA. Si è avvicinato per chiedere un accendino al suo amico. Ma era solo un pretesto, perché subito dopo lo ha pestato a sangue mentre tornava da una festa di laurea. Mandandolo al pronto soccorso, dove è rimasto svariate ore pieno ferite in faccia, sulla testa e con una forte contusione alla colonna dorsale.
Ancora paura in centro, stavolta in piazza Santa Caterina. Sono le 4 di notte. Michele – è un nome di fantasia perché il ragazzo, 21 anni, preferisce restare anonimo – sta tornando a casa. Pisano, ben piazzato fisicamente, sa difendersi e conosce bene la città. È con una trentina di persone. Ma a un certo punto le saluta e rimane da solo col suo amico. È in questo momento che davanti alla Scuola superiore Sant’Anna viene avvicinato da uno sconosciuto, barcollante, insieme a un’altra persona.
Chiede l’accendino al suo amico, insiste. È solo una scusa. Perché subito dopo Michele viene scaraventato a terra e preso a calci in faccia. Lotta come un guerriero, si divincola. Riesce a rialzarsi. Sferra un pugno che va a segno. Ma è la fine: i due si incattiviscono, lo ributtano sull’asfalto e lo massacrano di botte. Gratuitamente. Finché una terza persona – una ragazza che era in compagnia dei malviventi – urla «Basta» e i tre scappano.
A raccontare l’episodio è proprio lo studente di 21 anni. «Non li avevo mai visti e credo che siano più piccoli di me – dice dal letto numero 3 del modulo C del pronto soccorso di Cisanello, dove è rimasto per buona parte della giornata di ieri in compagnia dei genitori – e probabilmente sono minorenni. L’urlo della ragazza mi ha salvato, perché li ha fatti scappare, lei compresa. È stata un’aggressione senza senso, perché noi stavamo semplicemente camminando nella piazza per poi tornare a casa in macchina. I tre parlavano italiano, ma erano mulatti, forse nordafricani».
Immediata la chiamata al 113. I due ragazzi – rimasti soli – si sono trascinati fino alla vicina via San Lorenzo, dove li ha raggiunti il padre dell’aggredito (da lui avvertito) e un’ambulanza che lo ha trasportato in ospedale in codice giallo. Gli agenti della questura hanno parlato con il ragazzo, con i familiari e con alcuni testimoni che dalla statua avevano assistito a parte della rissa, che ha coinvolto tre persone: il ferito e i due giovani aggressori, mentre l’amico è rimasto illeso. I picchiatori non hanno rubato nulla, menando e basta.
Ora saranno cruciali le immagini delle telecamere. Nel punto preciso in cui è avvenuta l’aggressione, fortunatamente, c’è uno degli impianti di videosorveglianza di ultima generazione installati dal Comune. Anche all’ingresso del Sant’Anna, un po’ più defilata, c’è una seconda telecamera. Il ragazzo, una volta dimesso dal pronto soccorso, ha denunciato tutto. Le indagini sono partite: la polizia si è già attivata per rintracciare i malviventi, che subito dopo il pestaggio hanno fatto perdere le loro tracce. «È andata bene – chiosa il padre di Michele – perché potevano avere dei coltelli». «Non ce la facciamo più – dice la madre – perché sapere che i miei due figli sono in giro per Pisa di notte, negli ultimi tempi, è diventato motivo di ansia. Bisogna fare qualcosa».
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