Sicurezza
Andrea Serfogli dopo 15 anni d’aspettativa è tornato al suo lavoro
Il candidato del centrosinistra sconfitto al ballottaggio, ha varcato nuovamente il portone d’ingresso degli uffici amministrativi dell’Università
PISA
Una giornata appesa a due sentimenti contrapposti, l’amarezza per il responso delle urne di domenica scorsa e l’emozione di tornare dopo tanto tempo a varcare quella soglia e a salutare colleghi e amici. Cerca di stare in equilibrio Andrea Serfogli, candidato sindaco del centrosinistra “vittima” della storica vittoria della Lega e del centrodestra nella corsa a Palazzo Gambacorti. Non è facile per lui restare equidistante dai due stati d’animo, ma ci riesce. Mancano pochi minuti alle nove quando l’ex assessore ai lavori pubblici si presenta all’ingresso di Palazzo Vitelli (in Lungarno Pacinotti), sede degli uffici amministrativi dell’Università, per riprendere da dove la sua vita si era interrotta quindici anni fa. Era infatti il 2003 quando Serfogli richiese ed ottenne l’aspettativa per incarichi pubblici, subito dopo la sua elezione a presidente del consiglio comunale. Ieri si è ripresentato al lavoro alla segreteria della direzione amministrativa e con ogni probabilità sarà utilizzato nel settore “Edilizia e patrimonio”.
Allora Serfogli, qualche rimpianto, visto quello che è accaduto domenica scorsa, per aver dedicato così tanti anni alla politica?
«Assolutamente no. Ho fatto tutto con impegno e partecipazione. Anche se alla fine la politica l’ho pagata a caro prezzo a livello professionale (nonostante la laurea sono sempre rimasto inquadrato nella categoria C5), familiare e personale».
La stessa partecipazione e lo stesso impegno li metterà ora a disposizione dell’attività di opposizione?
«Certo che sì. Utilizzerò tutti i permessi retribuiti che la legge mi consente per seguire al meglio le riunioni di commissione e le sedute del consiglio. Ho già detto che la mia e la nostra non saranno opposizioni di tipo pregiudiziale, ma basate sul merito dei vari provvedimenti e delle varie scelte. Con la bussola ben puntata verso i valori, i principi e i diritti che ci hanno sempre contraddistinto e che ci hanno accompagnato anche durante la campagna elettorale».
Mentre era impegnato nello “sgombero” dell’ufficio ha incontrato per caso il sindaco Conti nel suo primo giorno “operativo”. Che impressione le ha fatto? E quale clima c’era in municipio?
«È logico e comprensibile che Conti debba ancora prendere le misure relativamente a tanti aspetti. Tra gli uffici devo dire che non c’era un bel clima, in particolare perché il cambio di amministrazione è avvenuto in una fase in cui ci sono numerose opportunità da sfruttare e concretizzare e alcune scadenze da rispettare. Mi vengono, ad esempio, in mente la vicenda relativa al nuovo stadio, con la variante da approntare, e almeno un paio di priorità per gli investimenti: la convenzione con le Ferrovie per il sottopasso di Putignano e il piano di valorizzazione della stazione Marconi a Coltano».
Da Peccioli il sindaco dem Renzo Macelloni ha avviato il processo ai vertici del Pd, chiedendone le dimissioni. È d’accordo?
«Qualcosa dovrà pur cambiare. Di errori ne sono stati fatti, e non pochi. Facciamo pure calare un velo pietoso sulla gestione della fase d’individuazione della candidatura, ma non si può non evidenziare che da tempo il partito, anche a Pisa, si è chiuso nelle stanze dell’autoreferenzialità perdendo il contatto con le periferie e i quartieri e scimmiottando dei fenomeni di populismo come fece Renzi». —
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