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Le sfide più sentite, gli aneddoti e i motti di guerra più famosi
un po’ di storiaPISAL’edizione numero 450 del Gioco del Ponte, la prima di cui si ha notizia risale infatti al 1568, merita un tuffo nella storia. Un viaggio indietro nel tempo per ricordare sfide...
un po’ di storia
PISA
L’edizione numero 450 del Gioco del Ponte, la prima di cui si ha notizia risale infatti al 1568, merita un tuffo nella storia. Un viaggio indietro nel tempo per ricordare sfide epiche o capitani che hanno lasciato il segno.
SANT’ANTONIO
Sant’Antonio quest’anno avrà il privilegio di sfilare con un targone storico, risalente al 1807, che proprio nei giorni scorsi è tornato nel patrimonio del Gioco. Sant’Antonio è già presente nell’edizione del Gioco del 1618 con il nome Sanantonio, mentre nel 1623 compaiono i “Leoni di Santo Antonio”. Dalla ripresa del Gioco, nel 1982, ha collezionato 17 vittorie. La sfida più ricorrente è stata quella contro il San Francesco: dieci gli incroci, con due sole vittorie però per Sant’Antonio. Tra le edizioni da ricordare quelle del 1988 e del 2014 dove sono stati realizzati combattimenti record: nel primo caso fu sconfitta con i Mattaccini in 19’39”, nel secondo caso fu invece successo con il San Francesco in 22’33” (secondo combattimento più lungo di sempre dalla ripresa nel 1982).
SAN MARTINO
Le schiere rossonere sono presenti sul ponte sin dal 1618. Il cavallo bianco al galoppo allude all’episodio del mantello di San Martino spartito in due parti per permettere ad un misero viandante di proteggersi dal freddo. Memorabile il Gioco del 1717, quando San Martino dovette concorrere in modo determinante a garantire la vittoria alla parte australe. Negli anni Ottanta grazie alla grande passione della famiglia Mattoni era addirittura imbattibile. Dall’edizione della ripresa, il San Martino ha collezionato 15 vittorie. Negli scontri è in vantaggio con tutte le squadre di Tramontana ad eccezione di Mattaccini (3 a 5) e di San Michele (0 a 5).
SAN MARCO
San Marco compare sia nel 1618 che nel 1623, divenendo alla metà del Seicento, uno degli “affronti” di Mezzogiorno. La sua effigie è il leone alato, simbolo dell’evangelista Marco, con la zampa sinistra appoggiata sul libro su cui si legge: Pax tibi, Marce. Anche se nell’edizione del 1727 i combattenti sfilarono con un’ancora dipinta sul targone ed un pesce ricamato sulla cotta. Negli anni Novanta con il capitano Edo Lupi contese con il San Michele la palma della squadra più forte del Gioco. Così come il Sant’Antonio, sfilerà con il targone storico da poco ritornato di proprietà del Comune. Dalla ripresa ad oggi il San Marco ha vinto 11 volte. Niente da fare contro il San Michele con il quale ha perduto nei sei scontri avvenuti. Va però detto che nell’edizione 2016, il San Marco cedette alle aquile giallonere dopo una resistenza di 21 minuti; resistenza che fiaccò gli uomini del San Michele, tanto da perdere poi la bella.
LEONI
Il Leone, simbolo di forza e di valore, entra nella simbologia del Gioco già nel 1608. Dal 1982 ad oggi hanno collezionato 11 vittorie, l’ultima nel 2014 contro i Satiri (che l’anno scorso si sono presi la rivincita). Negli incroci sono in netto vantaggio proprio sulla squadra rossonera di Barbaricina (4 a 1), mentre nessuna vittoria contro San Francesco (su quattro sfide) e con San Michele (su tre). Da ricordare le edizioni 2008 e 2009 quando furono introdotte le squadre under 25: i Leoni erano quella individuata di Mezzogiorno.
DRAGONI
I Dragoni prendono posto nelle schiere di Mezzogiorno nel 1623. In poco tempo bruciano le tappe fino ad essere schierati come “affronto” della Parte, titolo assegnato ai più forti. La squadra di San Piero alla fine degli anni Ottanta è stata la squadra più forte del Gioco con il compianto capitan Benedettini. Nelle edizioni dalla ripresa hanno ottenuto 12 successi. Bilancio in netto vantaggio con Santa Maria (5 a 2) e con i Satiri (3 a 1), parità con il Calci ( 3 a 3). I Dragoni, insieme al Santa Maria, detengono però un primato fino ad ora ineguagliato: quello di aver pareggiato una sfida. Nell’edizione 1982 Dragoni e Santa Maria si sfidarono al sesto combattimento sul risultato già deciso per Tramontana che conduceva per 4-1. Sfida che però non si disputò perché venne trovata sotto il carrello una rondella, rimasta dal montaggio, che Mezzogiorno ipotizzò essere una sorta di zeppa a favore degli avversari. Dopo una lunga contesa si decise di annullare il combattimento. Sempre contro il Santa Maria, nel 2010, la vittoria più veloce in soli 14”.
DELFINI
I Delfini appaiono nello schieramento di Mezzogiorno nel 1623. Nel 1752 alcuni targoni dei Delfini recavano un originare motto di guerra: “Astro in ciel, pesce in mar, fulmine in terra”. Curioso ricordare l’edizione 1776 in cui apparse una truppa denominata “Delfini di Fauglia” con il motto “Son nove anni che cova”. Negli anni Novanta i Delfini sono stati la squadra più forte del Gioco alla guida di capitan Walter Sabatini, scomparso nel 2005. Anni nei quali il loro primato era contrastato dal San Michele di capitan Antonio Pucciarelli. Dal 1992 al 2001 le due squadre si sono affrontate sei volte; dal 2001 le strade non si sono più incrociate. In quelle edizioni da ricordare le sfide del 1992 quando vinse San Michele in 22’24” e quella del 1993 quando prevalsero gli uomini di Marina in 9’32”. —
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