Sicurezza
Caso Scieri: l’associazione “Giustizia per Lele” chiede risposte in procura
PISALa commissione parlamentare di inchiesta «ha fatto emergere con chiarezza incongruenze e anomalie non solo sui fatti che hanno interessato Emanuele Scieri, ma soprattutto sulla gestione dell’epoca...
PISA
La commissione parlamentare di inchiesta «ha fatto emergere con chiarezza incongruenze e anomalie non solo sui fatti che hanno interessato Emanuele Scieri, ma soprattutto sulla gestione dell’epoca di quella caserma», permettendo la riapertura delle indagini per omicidio volontario da parte della Procura di Pisa alla quale «vogliamo far sentire la voce di una comunità che lotta per avere giustizia e vogliamo risposte».
Lo scrive in una lettera aperta alla procura pisana, Carlo Garozzo, presidente dell’associazione “Giustizia per Lele”. Il giovane parà siracusano è morto il 13 agosto 1999 nella caserma Gamerra di Pisa e il suo corpo fu ritrovato solo tre giorni dopo ai piedi di una torre dismessa per il prosciugamento dei paracadute.
Secondo i commissari si trattò di un omicidio, ma le indagini della magistratura finora non hanno individuato colpevoli. «Questa – scrive Garozzo – vuole essere una lettera aperta, una richiesta senza confini rivolta alla procura della Repubblica di Pisa presso la quale stata depositata, già da diversi mesi, la relazione finale della commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di Scieri, il giovane militare deceduto in circostanze più che misteriose» nella caserma dove ha sede il centro di addestramento dei paracadutisti della brigata Folgore. —
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