Il Tirreno

Pisa

L’INTERVENTO SUL PARCO DI FRANCESCO SPOSITO 

ECCO PERCHÉ SALVARE QUELL’ATELIER

L’arte è bellezza e la bellezza salverà il mondo. Un giardino Atelier che racconta l’artista Francesco Sposito. Artista completo e raffinato, per lui l‘arte era il mezzo d’espressione più consono a...

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L’arte è bellezza e la bellezza salverà il mondo. Un giardino Atelier che racconta l’artista Francesco Sposito. Artista completo e raffinato, per lui l‘arte era il mezzo d’espressione più consono a rappresentare le cose più diverse del mondo. Parliamo di Francesco Sposito, un artista che disinvoltamente operava nella scultura e nella pittura. Affermato in entrambi i campi ha riscosso consensi ovunque; scomparso di recente lascia il messaggio «l’arte è bellezza» e la bellezza salverà il mondo. Arte che è possibile assaporare a Pisa in un incantevole Giardino Atelier di Scultura creato nel parco della casa dallo stesso artista e custodito ora dagli eredi. Francesco Sposito, artista poliedrico e pieno di interessi, nato a Messina nel 1930 e trasferito a Pisa nell’85 era in grado di viaggiare attraverso il cosmo per coglierne l’essenza, filtrarne i significati attraverso la propria sensibilità e creare paesaggi terreni ed astrali carichi di luce, di colore fluente e di senso del mistero in una creazione particolarmente suggestiva e penetrante.

Lusinghieri successi di critica e di pubblico ne hanno messo in giusto risalto le doti di pittore e scultore consacrandolo artista completo. Di lui è stato scritto sulle più importanti riviste d’arte e periodici, già nel 1976 su Praxis Artistica una pagina dedicata a lui e e alla pagina successiva si legge di Salvador D’Alì. «Sposito era abituato a convincere con la sua Arte, parallelamente nella pittura e nella scultura, lavorando con pennelli e scalpelli collezionava un successo dopo l’altro», (G. L. Serra).

Scultore, disegnatore e poi pittore Sposito si esprimeva con un linguaggio artistico sempre moderno ed attuale. «Come scultore possedeva un raffinato gusto per l’eleganza delle forme nello spazio. Come ritrattista era acuto nell’indagine psicologica, nella penetrazione spirituale del soggetto. Come pittore, con tecnica disegnativa sobria e di immediata lettura, elaborava le sue visioni percepite in un clima irreale», (M. Passeri).

«Lo spazio azzurro, profondo, lontano, la materia calda e fluente, ricca di rossi aranciati, di rosa, tormentati, di finissime trasparenze. Un’idea della vita cosmica in cui il colore segue i ritmi della musica e le immagini della poesia», (T. Bonavita). Il curriculum lo vede membro di prestigiose accademie e ricchissimo di importanti riconoscimenti a livello mondiale. Oggi, non è raro imbattersi in sue opere sparse sul territorio nazionale come alcune serigrafie conservate nel museo Maga di Gallarate (Varese), la grotta del Santuario della Madonna di Lourdes a Messina, progettata da Sposito come dimostrano documenti archiviati dai frati francescani dello stesso convento o ancora il grande dipinto di oltre tre metri che raffigura Santa Eustochia, San Francesco e Sant’Antonio posizionato nell’altare laterale della Chiesa di Sant’Elena o il palazzo cosiddetto “con gli occhialoni” sul lungomare di Messina e le ville da sogno nell’hinterland, progettate sempre da Sposito.

La testimonianza più suggestiva dell’impegno e della maestria di questo artista rimane il Giardino Atelier, un parco all’interno della casa della famiglia ove sono esposte sculture ed invenzioni lungo un percorso d’arte che non è altro che “il profilo stilizzato del volto di Maria con il bambino in braccio, a voler evocare il magico abbraccio tra Maria e Gesù, luogo di sacralità materna e di intimo e raccolto colloquio.

Infatti il valore simbolico del luogo intende suggerire il grembo materno in cui si abbandona lo spirito dell’artista, quasi a cercare riposo nell’abbraccio della natura circostante e riesce a suggerire una grande serenità, cogliendo sia l’armonia che regna nel creato che quel legame profondo che vi è tra I’uomo e la natura, che Dio ha affidato all’uomo con il compito di governarla con saggezza.

Emilia Vaccaro

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