Il dolore
«Benito, Benito» quel coro della piazza verso il terrazzo
PISA. La folla acclama il nuovo sindaco inneggiando anche al Duce? Il coro si alza sotto le stanze di Palazzo Gambacorti dove un anno fa venne deciso di revocare la cittadinanza onoraria assegnata a...
PISA. La folla acclama il nuovo sindaco inneggiando anche al Duce? Il coro si alza sotto le stanze di Palazzo Gambacorti dove un anno fa venne deciso di revocare la cittadinanza onoraria assegnata a Mussolini nel 1924. Il cui nome, nell’anno dell’ottantesimo anniversario della firma delle leggi razziali promulgate a San Rossore, torna declinato nel coro “Benito, Benito!” che un gruppo di persone ha intonato mentre Michele Conti, dal terrazzo del Comune, “benediceva” il nuovo corso politico dell’ex città rossa. Almeno questa è l’immagine gettata in pasto ai social network.
Un video diventato virale che ha diviso il web. Da una parte chi «rabbrividisce» ascoltando quei pochi secondi in cui decine di persone “ritmano” il nome Benito, dall’altra chi prova a spiegare che quel coro «non era un saluto al Duce, ma ad un esponente della destra pisana» che dopo anni di militanza ha visto “coronato” il sogno di vita.
La “presa” del palazzo si è appena materializzata. Gli artefici del successo del centrodestra mostrano entusiasmo per la storica vittoria dal balcone del Comune che affaccia su piazza XX Settembre, da dove il nuovo sindaco saluta i propri elettori. «Ci abbiamo provato tante volte, ora ci siamo riusciti. A Pisa come nelle altre città toscane», sottolinea a caldo il nuovo primo cittadino, interrotto a più riprese dal coro “Michele, Michele” che si alza da quella folla che da decenni attendeva di festeggiare un governo di centrodestra. I flash delle macchine fotografiche illuminano a giorno la “notte della svolta”, decine tra smartphone e telecamere riprendono il primo discorso pubblico del nuovo sindaco, che impugna la ringhiera del balcone e rivolge un’ultima esortazione ai suoi sostenitori: «Abbiamo l’opportunità di cambiare insieme questa città e questa regione». Il boato della piazza, un applauso e l’ultimo saluto della folla con il coro “Michele, Michele” che un gruppo di presenti converte in “Benito, Benito”. Per alcuni un modo per inneggiare al passato, per altri di acclamare uno storico militante della destra pisana. (d.r.)
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