Sicurezza
L’aeroporto scorpora l’handling
Circa 600 lavoratori di Pisa e Firenze passano alla nuova società che si occupa dei servizi di terra
PISA. Il “loro” ramo d’azienda, dove lavorano circa 600 persone, è stato scorporato da Toscana Aeroporti per finire in “Toscana Aeroporti Handling srl”. Stesse condizioni contrattuali, ma futuro incerto visto che il piano dei vertici è cedere la nuova società al miglior offerente.
Ufficiale da ieri l’operazione della società che gestisce gli scali di Pisa e Firenze, che spiega come «il valore del ramo, asseverato dall’esperto con relazione giurata di stima è stato determinato sulla base dei valori contabili al 31 dicembre 2017 pari ad euro 495.000. Il capitale sociale di Toscana Aeroporti Handling – viene spiegato in una nota – passerà da 10.000 a 750.000 euro di cui 495.000 euro rivenienti dal conferimento del ramo d’azienda relativo alle attivit di handling degli aeroporti di Firenze e Pisa e 245.000 euro da un conferimento in denaro».
Nel ramo d’azienda, come previsto, dal primo luglio saranno inglobati gli addetti dei servizi a terra per poi – secondo i piani aziendali – andare sul mercato e cederlo a una società esterna. Una manovra che secondo i sindacati potrebbe incidere sui livelli occupazionali e sulle garanzie normative e salariali. «Toscana Aeroporti non è un’azienda in crisi – aveva sottolineato nei giorni scorsi la Filt-Cgil – ma una società sana che continua a crescere in termini di utili e passeggeri. I lavoratori rappresentano il vero motore del successo dell’aeroporto, ma saranno loro a pagare le conseguenze della ristrutturazione».
Due settimane fa il referendum dei dipendenti aveva bocciato l’accordo sul contratto integrativo raggiunto tra la società e i sindacati Cisl, Uil e Ugl. Alle “urne” si era recato il 77% degli aventi diritto (dalla votazione sono stati esclusi i lavoratori stagionali) e il 57% aveva detto no a un’intesa «che – accusava la Filt – avrebbe cancellato il salario accessorio dal contratto dei lavoratori precari e dei nuovi assunti (anche in caso di stabilizzazioni)». «I lavoratori – aveva proseguito il sindacato – hanno detto no a queste scelte e adesso bisogna cambiare rotta, tutelando il lavoro, i diritti e i salari».
Negli ultimi mesi, per protestare contro l’operazione di ristrutturazione interna, i lavoratori avevano proclamato diverse giornate di sciopero, che avevano provocato una valanga di cancellazioni fra i voli in arrivo e quelli in partenza sia al Galilei che a Peretola.
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