Sicurezza
Serfogli: «Ripartiamo dai cittadini, non mollo: io ci sarò»
L’analisi della sconfitta da parte del candidato di centrosinistra «Grazie a chi mi ha sostenuto, il mio impegno all’opposizione ci sarà»
PISA. «Grazie a chi mi ha sostenuto, a loro voglio dire che ci sarò, il mio impegno all’opposizione sarà costante». Poi uno sguardo al futuro: «Dobbiamo ripartire dai cittadini, dal dialogo. Dobbiamo andare a confrontarci con la gente: quello che è mancato oggi». Andrea Serfogli è esausto ma lucido. La sconfitta del centrosinistra a Pisa è storica ma è ancora presto per puntare il dito contro questo o quello. E in attesa delle rese dei conti si guarda a un risultato temuto fin dai numeri usciti dal primo turno. C’era stata la speranza di una rimonta, la sensazione di una “riscossa” del centrosinistra in città. Niente di più falso: Michele Conti ha consolidato il vantaggio, allungato sull’avversario e conquistato Palazzo Gambacorti. «La Toscana si trasforma dalla roccaforte alla Caporetto rossa. Oggi abbiamo cambiato la storia di questa regione - il commento a caldo del parlamentare di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli - Il “destra-centro” ora ha il compito di cambiare queste città, dare risposte certe ai cittadini e lavorare per portare l'alternanza anche nelle città in cui si vota l'anno prossimo e alla guida della Regione nel 2020».
Silenzio e facce cupe, invece, nelle stanze del Pd in via Fratti durante lo spoglio elettorale. «Più di così non potevamo fare» affermano i sostenitori di Serfogli. Mentre i militanti del centrodestra intonano cori da stadio e volano spintoni tra esponenti della sinistra radicale e leghisti. «I quartieri popolari ci hanno abbandonato» dice affranto un dirigente del Pd. E in effetti a Putignano, Sant’Ermete e Cep l’emorragia di voti è stata notevole. L'ex assessore alla cultura Andrea Ferrante è uno dei pochi a commentare: «Avevamo la sensazione di aver recuperato e in certi ambienti della sinistra così è stato – afferma - Il vento nazionale ha influito anche a Pisa e ci ha portato ad uno svantaggio non colmabile. Sicuramente paghiamo gli episodi di cronaca delle ultime due settimane». E adesso? Ora i dem dopo decenni alla guida della città dovranno “imparare" a fare opposizione. All'uscita della sede dem qualcuno scoppia a piangere. È il momento più duro per il partito. «Abbiamo vinto nei quartieri alto-locati e non in quelli popolari» dice un altro dem. Sandra Capuzzi commenta secca: «I cittadini pisani si sono espressi, hanno scelto. (s.b.)
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