Il Tirreno

Pisa

La proclamazione arriva da Serfogli

di Danilo Renzullo
La proclamazione arriva da Serfogli

È il candidato del centrosinistra ad annunciare per primo in tv la vittoria dell’avversario. «Onore al merito»

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Già intorno a mezzanotte Andrea Serfogli comincia a fare i complimenti all’avversario Michele Conti. «Onore al merito». I risultati che arrivano dai seggi danno un’indicazione precisa della bilancia che pende dalla parte del centrodestra. Eppure anche nell’ultimo giorno il candidato del centrosinistra si era battuto. Serfogli stringe mani a raffica. Una, due, tre volte ad altrettanti elettori che si apprestano a superare l’ingresso della scuola Damiano Chiesa. E poi cinque, dieci ed altre centinaia di volte in un giorno caldo per gli amanti del mare, rovente per i militanti di sinistra e per il futuro della città. La giornata del candidato sindaco del centrosinistra inizia alle 7 («senza sveglia, ormai non dormo più», sorride), ma è entrata nel vivo intorno alle 9.15 quando, dopo la consueta messa al Duomo, ha smesso i panni di candidato sindaco per indossare quelli di rappresentante di lista nel seggio 54, dove ha atteso la chiusura dei seggi per poi seguire lo spoglio in Comune. «Una tradizione (intervallata da un tour pomeridiano tra i seggi, ndr) che dura da decenni - sottolinea - per rappresentare direttamente le mie idee, il mio impegno e la mia passione». Nessun cartellino di riconoscimento, nessun adesivo, che spunterà sul petto solo nel primo pomeriggio «per non generare fraintendimenti». «Non ho bisogno di simboli», dice, preferendo a quelli proposte e progetti.

Un bacio della moglie poco prima di uscire di casa, a suggellare «il sostegno e la vicinanza» della famiglia, la stretta di mano all’avversario Michele Conti a sancire la fine dell’ostilità. Nel mezzo il voto, intorno alle 11, nella sezione di Barbaricina e un pranzo preparato da un militante della coalizione a base di pasta fredda, acqua e frutta consumato nella sezione di via San Francesco. A seguire un caffè e un dolce offerto da un elettore.

Sorride Serfogli, quasi ad esorcizzare la tensione per una tornata elettorale mai così in bilico. Continua a stringere mani. Ai giovani, preoccupati per «l’ondata leghista che potrebbe abbattersi sulla città accogliente ed inclusiva» e ad anziani che si “raccomandano” di «sistemare i vicoli attorno a Borgo Stretto», incassando anche le lamentele di chi ha trovato sbarrati i cancelli dell’istituto Russoli con i seggi 53, 54, 55 e 56 trasferiti nella scuola di via San Francesco. Sorride, per nascondere un volto stanco, provato da mesi di impegno politico iniziato con la battaglia interna al suo partito per conquistare la candidatura e proseguito con una serrata lotta quartiere per quartiere, strada per strada, voto su voto. «Da settimane dormo poco, pochissimo: non perché soffro di insonnia, ma perché è stata una campagna elettorale molto intensa e la notte è forse il periodo della giornata migliore per pensare a strategie e proposte». La notte per Serfogli ha portato consigli, ma pochi sbadigli. «Ho rinunciato a tante cose in questo periodo, famiglia e palestra in primis». L’unica “concessione” extra-politica è stata sabato sera quando, alla vigilia del voto, ha assistito al saggio di danza della figlia. «Sonno, pranzi e cene non sono stati mai la priorità rispetto alla responsabilità che sento: è stato un imperativo morale dare il massimo in un momento di difficoltà della città», prosegue l’assessore uscente.

Continua a stringere mani Serfogli e ad accennare sorrisi, quasi a nascondere la tensione e l’amarezza per «una campagna elettorale che spesso ha assunto toni e temi al di fuori dei valori democratici. Si è parlato poco dello sviluppo della città: l’attenzione è stata concentrata su pochi temi, in particolare quello della sicurezza, strumentalizzandoli. La politica deve avere un ruolo diverso: deve costruire e concretizzare progetti, ma soprattutto deve dare una speranza». Quella che Serfogli ha chiesto anche al suo avversario Conti durante il casuale incontro nella scuola Chiesa. «L’ho invitato a cena per i prossimi giorni - conclude - per stemperare i toni e le polemiche di queste settimane e per lavorare, chi da sindaco e chi da consigliere, per il bene della città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa