La manifestazione
Conti e la voglia di cambiamento
«Ho perso sei chili in questa campagna elettorale, nessuna scaramanzia ma una medaglietta della Madonna di Montenero»
PISA. L’orto, la Madonna di Montenero, il “profilo basso” ed i sei chili di peso persi in campagna elettorale. Tutto utile per la vittoria di Michele Conti, nuovo sindaco di Pisa per il centrodestra (52,29% per lui contro il 47,71 % ottenuto da Serfogli).
Conti per l’intera giornata sfoggia un atteggiamento flemmatico di normale quotidianità. «Certo che ho dormito bene», risponde al cronista che gli chiede come sia stata la “notte prima del ballottaggio”. E poi aggiunge: «Mi sono alzato presto per andare nell’orto», racconta al Tirreno davanti al seggio delle scuola Damiano Chiesa. «L’ho trascurato l’orto. Stamani ho piantato una fila di patate, ma sono riuscito a coltivare solo metà della terra. E comunque mi prometto di continuare a coltivare l’orto perché altrimenti uno può impazzire. Per me l’orto è terapeutico».
Mentre lo racconta scatta una foto conciliante prima con il consigliere regionale Antonio Mazzeo e poi una con il suo avversario Andrea Serfogli. Erano passate da poco le 11. «No, a pranzo vado a casa. Dalla famiglia. Ho bisogno di loro e di un pasto decente. Ho perso sei chili in questa campagna elettorale. In questa campagna non si magna...», scherza Conti rivolgendosi ai suoi fedelissimi tra cui Silvia Silvestri e Mariano Tramontana che vorrebbero coinvolgerlo nell’ultimo rush finale elettorale.
«Prima di pranzo passo al seggio a Riglione, poi voglio andare a quello sul litorale. E stasera per lo spoglio delle schede si va tutti nella nostra sede in via Oberdan. Vengono tutti anche quelli della Lega. Mi sa che non ci stiamo. Ci voleva più grande la sede». Conti ama definirsi come “una persona dal profilo basso”: «Ve ne sarete accorti, lo so non sono molto massmediatico. È il mio carattere - si confida -. Mi piace incontrare le persone in strada, ascoltarle. Le vorrei incontrare una ad una. Non mi vanno i comizi, le piazzate, e non mi va di mettere in piazza la mia vita privata».
Un Conti senza fronzoli, schivo, che glissa cortesemente sugli aspetti della sua vita privata anche se è un personaggio pubblico. «Non sono scaramantico, non ho fatto particolari riti per ingraziarmi la fortuna, gli astri. Ho però una medaglietta della Madonna di Montenero. Ci sono affezionato. La porto per ricordarmi di un fatto, una cosa che mi è successa ma che comunque non vi racconto».
Di tutte le persone e situazioni incontrate ed affrontate durante questa campagna elettorale, ci sono dei momenti che Conti vuole ricordare e che si porterà con sé comunque vada a finire il ballottaggio. «La crisi economica ha colpito duro. Ho incontrato persone che non ce la fanno più. Anziani senza denti, con vestiti logori. Le periferie pisane ne sono piene. Riglione, il Cep hanno sofferto. E questa sofferenza si vede, si tocca con mano. Ci sono persone che vivono abbandonate. Mi hanno chiesto di cambiare».
E proprio al seggio a Riglione dove si è recato in tarda mattinata, ha ringraziato tutti i 96 candidati del centrodestra, con lui in questa avventura. «Anche il candidato che ha preso solo venti voti e quindi è fuori gioco, ha deciso di giocare a mio favore. Hanno fatto campagna con me e continuano a farla con me». Un altro momento che Conti ricorda volentieri è stato l’incontro con Matteo Salvini. «È una persona umile. Ascolta tutti. Conosce i bisogni delle persone. Con lui ho parlato di politiche agricole e di quelle sulla pesca. È persona competente». Ma è già tempo di salire in macchina ed andare al seggio sul Litorale.
L’amica e ex consigliera di An gli ricorda di tornare in tempo in via Oberdan per lo spoglio. «Si ferma ad ascoltare e a parlare con tutti. È questo il suo bello», chiude Silvia Silvestri.
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