Il dolore
La Certosa chiude e Brumotti rimane fuori
CALCI. Doveva fare tappa alla Certosa monumentale alle 18, per piantare la tenda del Fondo ambiente italiano. Ma Vittorio Brumotti – noto volto televisivo e campione di bike trial – era in ritardo...
CALCI. Doveva fare tappa alla Certosa monumentale alle 18, per piantare la tenda del Fondo ambiente italiano. Ma Vittorio Brumotti – noto volto televisivo e campione di bike trial – era in ritardo nel suo tour #BrumottixItalia, così il monastero certosino ha chiuso i battenti e lui è rimasto fuori. Non potendoci più dormire dentro a differenza di quanto programmato proprio per pubblicizzare le iniziative del Fai.
La Certosa, per il concorso, è una vetrina importante. Nel 2016, infatti, l’ex monastero è arrivato secondo nella graduatoria nazionale, conquistando il premio da 50mila euro servito a completare i lavori per restaurare il Chiostro del capitolo, conclusi all’inizio dell’anno con la rimozione dell’intonaco che copriva due bellissimi affreschi settecenteschi.
Ma – come evidenziano anche le difficoltà di ieri – la Certosa va ancora salvata. Pur sotto i riflettori, lo sforzo di associazioni, privati e comitati non basta. La mancanza di personale per assicurare l’apertura prolungata del gioiello a turisti e visitatori e i problemi strutturali, da anni sono una priorità non ancora risolta. Problemi cronici, tradotti spesso in appelli caduti nel vuoto: uno degli ultimi quello della direttrice del Museo nazionale sulla mancanza di turn over del personale che andrà in pensione. L’associazione “Amici della Certosa” sta portando avanti un ambizioso progetto: un crowdfunding (che finora ha raccolto quasi 2.500 euro) per restaurare gli affreschi settecenteschi della farmacia, l’unico ambiente del monumento visitabile anche dai portatori di handicap. Per farlo occorre la somma di 38.000 euro.
Stefano Taglione
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