Sicurezza
Cade e muore a due mesi: disposto l’esame istologico
Il neonato è deceduto in ospedale dopo essere scivolato dalle braccia del padre Parla il medico che ieri ha svolto l’autopsia. Restituita la salma, 15 gli indagati
PISA. Non è ancora stata chiarita la causa della morte di Gerardo Maria Di Stefano, il neonato di due mesi scivolato dalle braccia del padre Daniele Di Stefano (che lo stava allattando in cucina con il biberon) e morto dopo poche ore nel reparto di neonatologia dell’ospedale Santa Chiara lo scorso 27 maggio. La sostituto procuratore Flavia Alemi – d’intesa con il medico legale Gaetano Buonocore, con il neonatologo Roberto Paludetto e con l’anatomopatologo Vincenzo Iorio – nello stesso lasso di tempo in cui si stava svolgendo l’autopsia, ieri dalle 12.30 alle 15.30, per approfondire le cause delle decesso ha disposto un esame istologico sui campioni prelevati dal cervello del piccolo.
Al termine del lavoro svolto all’istituto di medicina legale del Santa Chiara – durante il quale è stata anche effettuata una Tac post-mortem – la procura ha disposto la restituzione della salma alla famiglia. L’inchiesta avviata dalla pm Alemi – che come anticipato dal Tirreno a inizio mese contava su dieci medici indagati oltre al padre, che è psichiatra all’ospedale di Empoli – nei giorni scorsi è stata allargata ad altri quattro dottori, portando a 15 gli indagati complessivi (14 oltre a Daniele Di Stefano, per il reato di omicidio colposo, ma come atto dovuto). Si tratta di medici dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, di due del Meyer e di uno del 118. Tutti coloro che hanno visitato il piccolo, tranne quelli del centro pediatrico fiorentino che avrebbero invece visto la Tac a distanza.
I periti si sono dati appuntamento a Napoli per il 17 settembre. La scelta del capoluogo campano non è casuale: è lì che i tre medici lavorano. Come il professor Roberto Paludetto, docente e primario del reparto di terapia intensiva neonatale dell’Azienda ospedaliera universitaria “Federico II”. «La lunga attesa prima dell’autopsia? Non ha inficiato nulla – spiega il professore – e ora stiamo aspettando il referto dell’esame istologico».
Ieri i medici hanno prelevato alcuni campioni dei tessuti del cervello per poterli valutare a livello microscopico. Solo dopo potranno essere chiarite le cause della morte del piccolo Gerardo Maria. Fra le ipotesi – fatte già all’indomani della tragedia – c’è quella dell’ematoma intracranico. «Non possiamo ancora esprimerci – conclude Paludetto – perché prima bisogna attendere i risultati definitivi del referto istologico. È proprio per questo motivo che è stato necessario disporre questi ulteriori e approfonditi esami».
@taglions. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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