Sicurezza
Muore dopo intervento Non fu colpa dei medici
Il paziente fu sottoposto a un intervento di bypass gastrico Decisive per l’archiviazione le consulenze tecniche sul caso
PISA. Nessun colpevole per la morte in ospedale di un 46enne di Roma arrivato a Cisanello per sottoporsi a un intervento di bypass gastrico.
È stato lo stesso magistrato titolare dell’inchiesta, Giovanni Porpora a chiedere e ottenere l’archiviazione per i tre medici indagati dal maggio 2017 con l’accusa di omicidio colposo dopo la denuncia del figlio del paziente deceduto, Stefano Fortunati. La famiglia si era affidata all’avvocato Francesco Codini, mentre i sanitari di Cisanello erano difesi dall’avvocato Patrizio Pugliese.
Decisiva per arrivare all’archiviazione la consulenza medica disposta dalla Procura in merito alla vicenda. Nella relazione non sarebbero emerse responsabilità nelle condotte dei medici, dell’unità operativa di chirurgia bariatrica, prima e durante l’intervento. Una tesi sostenuta anche dal consulente della difesa, il professor Marco Di Paolo.
Un’operazione attesa da anni che avrebbe dovuto risolvere i problemi di Fortunati alle prese con un’obesità che ne avevano compromesso lo stato di salute. Il decesso all’uscita dalla sala operatoria.
La Procura aveva affidato al medico legale Ilaria Marradi l’incarico per eseguire l’autopsia il cui esito ha convinto il pm a chiudere l’inchiesta senza responsabili.
Fortunati era arrivato a portare la lancetta della bilancia sui 160 kg. Una condizione da Sos sanitario che nel tempo si era aggravata fino alla decisione di procedere al bypass gastrico. Ricoverato a Cisanello nel maggio 2017, il paziente era stato preparato all’intervento che in letteratura medica ha un’incidenza di mortalità dello 0,5 per cento. Operazione seria, ma le rassicurazioni sul buon esito lo avevano convinto ad andare avanti con quello che sarebbe stato il punto di svolta per la qualità della sua vita. L’inizio di un percorso che lo avrebbe riportato a non avere più il cibo come perenne nemico della sua salute. Nessun intoppo apparente. I problemi erano arrivati una volta concluso l’intervento.
Entrato in sala operatoria per uscire con il bypass non si è più svegliato. Per la Procura una morte da imputare a un’eventualità rara ma sempre presente in casi così delicati e non a errori o negligenze addebitabili ai medici.
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