Sicurezza
La guerriglia, il cronometro e le mani sul tavolo
1) L’approccio. Più aggressivo di sempre, efficace, sintetico (spesso si tiene sotto i due minuti, dei tre a disposizione). È nervoso, scattante. Solitamente ama il dialogo, ma per una sera gioca all’...
1) L’approccio. Più aggressivo di sempre, efficace, sintetico (spesso si tiene sotto i due minuti, dei tre a disposizione). È nervoso, scattante. Solitamente ama il dialogo, ma per una sera gioca all’attacco. È lui a uscire dalla liturgia delle dichiarazioni programmate e a innescare il confronto diretto, in tre occasioni, interrompendo l’avversario per avviare un botta e risposta.
2) Le parole d’ordine. Vuole smarcarsi il più possibile dal Pd e da alcune scelte dell’era Filippeschi. Si riferisce spesso alle liste civiche. Conti lo serra ripetutamente nell’angolo della cosiddetta continuità amministrativa e politica con il sindaco uscente, lui cerca di uscire da questa stretta prendendo le distanze, armandosi di distinguo. Così, per esempio parla di «mesi di guerriglia» nel Pd per impedirgli di candidarsi. In prima fila Antonio Mazzeo sorride, o comunque mostra di sorridere. L’altra frase che colpisce: «Sarò un sindaco che tutti potranno contestare». Come a sfidare la parte avversa sul piano della tolleranza.
3) I gesti. Camicia bianca, valigetta piena di appunti, ossessione per il cronometro che non vuole assolutamente sforare. Batte continuamente il palmo delle mani sul tavolo, per sottolineare i concetti. Alza la voce, chiama la sua parte di folla. (f.b.)
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