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Pisa

«Contenere il gioco d’azzardo nei circoli»

«Contenere il gioco d’azzardo nei circoli»

Il presidente Giacomo Martelli: abbiamo avviato un’azione di monitoraggio e sviluppiamo buone pratiche

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PISA. Approfondimento e discussione, divertimento e buona cucina. Fest’Acli sarà sì una festa, ma soprattutto un’occasione per rinsaldare il legame con il territorio ed affrontare temi e problemi quanto mai aperti. Giacomo Martelli, presidente Acli Toscana, ne è certo.

Martelli, quale sarà il contributo di Fest’Acli?

«Parleremo di problematiche e questioni che abbiamo seguito negli anni, su cui abbiamo lavorato tanto e che possiamo affrontare portando la nostra esperienza. Quindi il tema della legalità, in particolare del gioco d’azzardo, del lavoro, e del grande valore sociale che l’attività di associazioni come la nostra apportano sul territorio in cui operano».

Partite con un convegno sul gioco d’azzardo, un fenomeno che interessa anche le vostre realtà...

«Certo, i nostri circoli non ne sono immuni e per questo abbiamo avviato un lavoro di attenzione e monitoraggio interno per contenere il fenomeno, fino a sviluppare buone pratiche come al circolo di Calcinaia. Domani pomeriggio, durante il convegno, il presidente del circolo racconterà la loro esperienza».

Lavoro e reddito restano però le questioni più urgenti da affrontare, anche sul nostro territorio, come emerge dalla vostra ricerca che presenterete oggi...

«La questione è molto delicata, perché assistiamo ad un cambiamento della qualità del lavoro, con un aumento delle disuguaglianze nella distribuzione del reddito e della precarizzazione del lavoro. Ad essere colpiti sono soprattutto donne e giovani. Crediamo che la questione non possa riferirsi solo ad un problema del mercato del lavoro, ma è molto più profondo, riguarda la formazione: il mercato potrebbe assorbire la domanda, ma non trova i profili adatti. È necessario ripensare il sistema della formazione professionale in Toscana».

Come si colloca il Terzo Settore in questo contesto?

«Abbiamo contribuito a rendere il sistema Toscana più stabile, garantendo una tenuta sociale che altrimenti sarebbe venuta meno. Siamo una forza sussidiaria al servizio pubblico e lo dimostrano i numeri: la redditività delle risorse pubbliche investite nelle nostre attività è più alta che in altre regioni italiane».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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