Trasporti
PROMESSE E SCINTILLE
PISA. Duello finale. E che duello. Candidati contro alla Stazione Leopolda. Botta e risposta. Sfida in stile Usa tra Michele Conti, candidato sindaco del centrodestra, ed Andrea Serfogli, candidato...
PISA. Duello finale. E che duello. Candidati contro alla Stazione Leopolda. Botta e risposta. Sfida in stile Usa tra Michele Conti, candidato sindaco del centrodestra, ed Andrea Serfogli, candidato sindaco del centrosinistra, che domenica si sfidano al ballottaggio partendo dai risultati del primo turno, ma di fatto anche azzerandoli: 33,36 (Conti) a 32,26%. Appena 457 voti di differenza.
Oltre 600 i partecipanti al dibattito organizzato dal Tirreno nel salone della Stazione Leopolda, un’occasione unica per farsi un’idea precisa, dissipare i dubbi e tifare.
Sul palco, accanto ai candidati alla poltronissima di Palazzo Gambacorti, il vicedirettore del Tirreno Fabrizio Brancoli, il capo area Cristiano Marcacci e la responsabile della redazione di Pisa Valentina Landucci che ha intervistato i duellanti.
Con loro il presidente di Confesercenti Toscana Nord, Alessio Lucarotti, e il responsabile area pisana Simone Romoli dell’associazione di categoria che ha collaborato all’organizzazione dell’iniziativa.
E poi i rappresentanti dell’Associazione Casa della Città Leopolda, che hanno concesso gentilmente il salone della storica Stazione.
In prima fila rappresentanti politici di entrambi gli schieramento, candidati al consiglio comunale e tantissimi cittadini. Il confronto è durato circa un’ora e mezzo. Senza pause. Conti e Serfogli hanno illustrato i loro programmi, le loro idee, le loro differenze. Si sono accalorati, ma mantenendo un’apprezzabile correttezza.
I temi dei programmi si sono mischiati con l’attualità. Le questioni della sicurezza trasversalmente hanno conquistato più volte il primo piano.
«Rivendico un ruolo più incisivo al tavolo dell’ordine pubblico», ha cominciato Serfogli. «Non si possono più vedere bande di spacciatori per la città». E Conti: «Se vinco, vedo subito di utilizzare diversamente il corpo della polizia municipale. La situazione è complicata, ma si può fare di più battendo i pugni sul tavolo».
La “cena della discordia”, quella di domani sul Ponte di Mezzo, con il ministro Matteo Salvini e il segretario Pd Maurizio Martina, è stata l’occasione per alzare i toni del confronto. Serfogli annuncia: «Non credo sia opportuno essere presente. Il ministro viene qui a chiudere la campagna elettorale. Ogni cittadino pisano può giudicare questo comportamento».
La difesa di Conti: «Non ho ricevuto l’invito, ma la ritengo un’occasione per stemperare gli animi. Salvini rappresenta una carica istituzionale e quindi la sua presenza non mi sorprende». Serfogli allora rilancia: «Invece di stare lì, rinchiudiamoci noi due in una stanza con Salvini, il prefetto e il questore e troviamo soluzioni concrete ai problemi di questa città».
Altre due battute. Conti: «Se sono ostaggio di Cascina? Non sono ostaggio di nessuno, è chiaro che se vinco ci sarà una sorta di alleanza per l’area pisana». Serfogli: «La mia giunta sarà molto rinnovata. E Filippeschi non ci sarà».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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