Lutto
Marina di Vecchiano, tronchi e farmaci ad accogliere i turisti sulla spiaggia - Video
Proteste dei vacanzieri: l'arenile a ridosso dell’estate sembra una discarica di rifiuti tra plastiche, vetro e legno
VECCHIANO. Legna annerita per accendere i falò, confezioni svuotate dai farmaci antinfiammatori e tanta altra sporcizia. Proteste a Marina di Vecchiano per i rifiuti lasciati sulla spiaggia libera, a sinistra del parcheggio a pagamento per le auto e dell’area attrezzata per i camper. Sono proprio alcuni turisti tedeschi a puntare il dito contro la mancata pulizia dell’arenile. «Impossibile prendere il sole – dicono – perché è tutto sporco. È una discarica di legnetti, tronchi e plastica».
Lunedì sera, in effetti, la situazione era esattamente quella descritta dai vacanzieri. La spiaggia – bella e selvaggia come al solito – in più punti si mostrava decisamente inaccessibile. Troppi i tronchi e i pezzi di legno in mezzo ai quali campeggiavano resti di spuntini, bottiglie di vetro, accendini, pezzi di plastica, succhi di frutta abbandonati e perfino una confezione vuota di Brufen, un medicinale antinfiammatorio lasciato in mezzo alla spazzatura.
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Eppure, sull’arenile i bidoni per la raccolta differenziata non mancherebbero affatto. «Non viene fatta pulizia – dice un bagnante mentre sta tornando a casa – e dobbiamo stare attenti a dove mettere i piedi. Il rischio è quello di farsi del male». Proprio un anno fa – era il luglio scorso – a Marina di Vecchiano una donna si punse a una spalla con l’ago di una siringa nascosta nella sabbia a due passi dalla battigia, finendo nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Cisanello.
Lunedì scorso il punto più critico – sia per quanto riguarda i tronchi trasportati sulla spiaggia dalla corrente, sia per quanto concerne i rifiuti abbandonati dai bagnanti – era quello in prossimità dell’ingresso 25, prima del quale (lungo il vialetto di accesso) ad accogliere i turisti c’è una montagna di rena ormai grigia sopra la quale è stata depositata spazzatura di ogni genere, fazzoletti e bottiglie di plastica o vetro, ad esempio.
Una capanna con i pezzi di legno trasportati dal mare è stata invece costruita accanto alla riva. Sopra – in cima a un’asta – una bandiera nera. Sotto, all’interno, un paio di scarpe da ginnastica, segno che qualcuno forse ci ha dormito, visto che fuori ci sono i segni un falò spento da poco. Vicino ai bagnanti. Gli stessi che ora chiedono che la spiaggia venga pulita.
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