Il Tirreno

Pisa

Bimba morta, ex politico consulente della Procura

di Pietro Barghigiani
Bimba morta, ex politico consulente della Procura

Meluzzi, già parlamentare di Forza Italia, incaricato della perizia sul papà di Giorgia La difesa ha scelto lo psichiatra che per due volte ha fatto archiviare casi analoghi

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PISA. Ex politico, già parlamentare di Forza Italia, psichiatra, criminologo, volto televisivo e opinionista assiduo sulle reti Mediaset per i casi di cronaca più controversi e divisivi .

Alessandro Meluzzi è stato scelto dalla Procura come consulente nella dolorosa vicenda della piccola Giorgia, la piccola di neanche un anno deceduta il 18 maggio sui sedili posteriori dell’auto del padre parcheggiata nel piazzale della Continental a San Piero a Grado.

Uscito di casa alle 8 per andare a lavoro Daniele Carli, ingegnere, 44 anni, si era dimenticato della bimba rimasta nell’ovetto. Un black-out da cui si era ripreso con lo choc di un incubo solo quando la moglie, Gabriella Perrone, gli aveva telefonato verso le 15,30.

«Daniele, sono all’asilo, ma la bimba non c’è. Che è successo?» Il resto è uno strazio che ha commosso l’Italia.

Il sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni ha affidato l’incarico allo psichiatra Meluzzi dandogli 60 giorni di tempo per consegnare l’esito della consulenza.

Meluzzi sentirà l’ingegner Carli. E poi spiegherà, dal punto di vista psichiatrico, cosa è successo nella mente del papà di Giorgia. Cosa ha provocato quel buco nero che ha come rimosso la presenza della bimba nella Peugeot familiare. E lo ha fatto anche quando l’ingegnere nella pausa pranzo nel conversare con i colleghi raccontava delle imminenti vacanze da trascorrere con la famiglia.

Carli è indagato per omicidio colposo. Un atto necessario per consentirgli una difesa tecnica. L’avvocato Antonio Cariello, che assiste il papà della piccola, ha indicato come consulente di parte il dottor Guido Cappa, dirigente di psichiatria a Piacenza. Il professionista ha già seguito due casi identici.

Il primo come specialista incaricato dal gip come consulente tecnico d’ufficio. Era il 2013 e il caso fu quello di Andrea Albanese, il padre che a Piacenza aveva lasciato il figlio Luca di due anni legato al seggiolino dell’auto, parcheggiata all’ingresso dell’azienda dove lavorava. Venne archiviato.

L’ultimo incarico il dottor Cappa lo ha ricevuto dalla Procura di Arezzo per Ilaria Nardini, la mamma che aveva dimenticato la figlia di 18 mesi nella macchina davanti al municipio dove la donna lavora come segretario comunale. E anche in quel caso la sua perizia si è rivelata decisiva per l’archiviazione, arrivata nei mesi scorsi, chiesta anche dal magistrato dell’accusa.

Cappa nella perizia conclusiva per il caso di Piacenza aveva scritto che «al momento del fatto Andrea Albanese era completamente incapace d’intendere e di volere per il verificarsi di una transitoria amnesia dissociativa».

Dunque, nessuna colpa, nessuna volontà di fare del male al figlio. Una tesi che cancellerebbe l’ipotesi di reato a carico di Carli. È un’inchiesta in cui le perizie saranno cruciali. Con l’amnesia dissociativa transitoria che nella patologia forense ormai è diventata una causa di non punibilità.

I fatti sono evidenti e chiariti senza ombre da Carli. L’ingegnere, originario di Scarlino, residente nel comune di Cascina e segretario del Pd di Riglione, nei giorni scorsi è tornato al lavoro. I colleghi lo hanno accolto con il calore che si riserva a un familiare piegato da un lutto che non ha parole.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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