La manifestazione
Apparentamenti, scontro tra Ziello e Veronese
Il leghista: ha votato centrodestra alle politiche. Il candidato: ma voi siete un manipolo di estremisti. Mazzeo ribatte: Conti ha sostenuto il Pd alle regionali
PISA. Caos social. L’apparentamento di Antonio Veronese (Patto Civico-Progetto Pisa) con la coalizione di centrosinistra che sostiene Andrea Serfogli ha sollevato un vespaio. Chi parte all’attacco, prevedibilmente, è il deputato e segretario cittadino della Lega, Edoardo Ziello. «Come ha fatto Antonio Veronese, dopo aver dichiarato di aver votato per il centrodestra alle ultime elezioni politiche, ad essersi alleato (apparentato) con Andrea Serfogli del Partito democratico? Davvero un paradosso. Gli elettori di Veronese sono stati traditi ed usati come merce di scambio da mettere sulla bilancia di Serfogli per ricevere delle poltrone nel caso di vittoria del Pd. Noi invece abbiamo fatto una scelta di coerenza, pensando all’interesse del popolo pisano e non alle poltrone da spartire».
Senza mezzi termini la replica di Veronese: «Caro Ziello, ho votato centrodestra. Quella cosa che proponete a Pisa non è centrodestra, non ci sono liberali, non ci sono idee economiche, è un manipolo di estremisti. Io non ho avuto lo stomaco di metterci dentro il mio nome». Il duello tra Ziello e Veronese è proseguito sui social con interventi lunghissimi. Veronese aveva spiegato così l’accordo con Serfogli: «Come ho sempre detto, se non fossi arrivato al ballottaggio avrei appoggiato chi mi avesse dato modo di proseguire il mio programma nei fatti. Da destra devo constatare una chiusura totale sul programma ed una mancanza di volontà di ascolto e condivisione. Andrea Serfogli invece si è voluto aprire al civismo e questo deve essere sottolineato ed apprezzato. Continueremo a portare avanti le nostre battaglie, siamo e saremo i garanti di litorale, imprese, professionisti e turismo per i prossimi cinque anni».
Sempre via social la sottolineatura di Antonio Mazzeo, consigliere regionale Pd: «Scusa on. Ziello, come ha fatto invece Michele Conti a candidarsi sindaco per la Lega dopo aver dichiarato di aver votato per l’ex presidente della Provincia (del Pd) alle ultime elezioni regionali? Forse perché allora pensava (ancora) con la sua testa e non era telecomandato da Cascina e Roma? Davvero un paradosso».
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