Sicurezza
Ruba all’Esselunga minaccia di morte e picchia gli addetti
PISA. «Vuoi la guerra o la morte?». Sei parole. Un brik da un litro di Tavernello bevuto in pochi sorsi. Poi i pugni al collega che l’aveva sorpresa a rubare due confezioni di carne in scatola da 8,72...
PISA. «Vuoi la guerra o la morte?». Sei parole. Un brik da un litro di Tavernello bevuto in pochi sorsi. Poi i pugni al collega che l’aveva sorpresa a rubare due confezioni di carne in scatola da 8,72 euro dell’Esselunga di Pisanova. Elena Ahmetovic – 41 anni, nata a Torino e residente a Cascina – prima è finita agli arresti domiciliari per il reato di rapina impropria, poi dopo l’evasione e la nuova cattura ha patteggiato un anno di reclusione ed è stata rinchiusa in carcere, dove rimane tutt’ora.
L’arresto in flagranza di reato risale alle 18.20 dello scorso 30 aprile, con l’udienza direttissima che si è conclusa con la convalida del fermo il 2 maggio. Ma quattro giorni più tardi, la donna, evade prima di essere nuovamente catturata. Ieri, al Tribunale di Pisa, era in programma la seconda udienza del processo davanti alla giudice Antonella Frizilio e al pubblico ministero onorario Massimiliano Costabile, che però è stata rinviata al 4 luglio. A difendere l’imputata l’avvocato Alberto Chiocchini di Ponsacco.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti a fermare Elena Ahmetovic è stato un addetto alla sicurezza di 35 anni di Capannori, in provincia di Lucca, che l’aveva notata alla cassa mentre si scolava il brik da un litro di Tavernello e occultava nello zaino le due confezioni di carne in scatola, pagando solo il resto della merce contenuta nel cestino. Il dipendente, poco dopo raggiunto da un vigile giurato, è stato immediatamente ascoltato dai carabinieri, ai quali ha rivelato la frase «Vuoi la guerra o la morte», pronunciata dalla donna, molto minacciosa nei suoi confronti.
È stato il vigilantes, però, a essere aggredito. Mentre recuperava le due scatolette di carne cadute per terra, infatti, Ahmetovic lo ha colpito con dei pugni al petto, facendolo indietreggiare di un passo. È per questo che l’accusa nei confronti della 41enne è rapina impropria, anche se l’avvocato Alberto Chiocchini, che ne chiede il trasferimento agli arresti domiciliari, è convinto che si tratti di una truffa. Il legale, in vista dell’udienza del 4 luglio, sceglierà di procedere con il rito abbreviato.
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