Proteste
«Anche noi in grado di pilotare e volare»
Festa alla 46esima Brigata Aerea per il gemellaggio con il “WeFly! Team”, unica pattuglia al mondo di disabili
PISA. “Sì, volare si può”: è questo il messaggio che la pattuglia di “WeFly! Team”, l'unica al mondo in cui due dei tre piloti sono disabili, ha lanciato ieri dalla 46esima Brigata Aerea, dove è atterrata a bordo di un ultraleggeri Texan Fly Synthesis poco dopo le dieci. Ad accoglierli il comandante della base, generale Girolamo Iadicicco, che con l'eccezionale pattuglia ha sancito un simbolico gemellaggio. Per dimostrare che la passione non conosce confini. Una giornata decisamente festosa, quella vissuta da tanti piccoli alunni invitati a partecipare all'evento, circa centoventi, provenienti da diverse scuole della provincia. Insieme a loro una folta rappresentanza di associazioni: i Baroni Rotti; la Di Ciolo Scherma; la Pubblica Assistenza; la Misericordia; l’Aria, Sole, Terra & Mare Onlus, l’Agbalt Onlus, l’Assofly; la Dog4Life Onlus; l’Handy Superable Onlus, la Croce Rossa, l’HappyWheels Asd. Sono inoltre intervenuti il provveditore agli studi Giacomo Tizzanini, il Garante dei diritti della persona disabile del Comune, Lia Sacchetti, e Giulia Stampacchia, direttrice dell’unità operativa Mieliolesi dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana.
Alessandro Paleri, quarantaseienne ingegnere aerospaziale, disabile dall'età di quindici, è il leader della formazione e vanta duemila ore di volo. Marco Cherubini è il gregario sinistro, con al suo attivo circa milleottocento ore di volo; il gregario destro è Erich Kustatscher, oltre venticinquemila ore di volo tra aerei e elicotteri. È stato Paleri a spiegare come sia diventato pilota di ultraleggeri (nessuno del Team lo era prima della disabilità) e quanto sia intenso il calendario della pattuglia. «La passione del volo è nata da studente universitario – ha raccontato –. Insieme al mio professore Alberto Folchini decidemmo di sviluppare una tesi sui comandi per disabili. Il sistema di comando che utilizziamo oggi scaturisce da questa tesi, permette attraverso un comando montato tra due sedili di controllare la pedaliera. In questo modo non si rende più necessario l'uso delle gambe per pilotare un ultraleggero» .
Il biposto può volare per quattro ore più un'ora di riserva, a 180 chiloemtri orari. Per questo le tournée del Team spaziano in tutta Europa, dall'Inghilterra alla Spagna, da Malta alla Slovenia».
L'azienda ha studiato un kit di comando per gli arti superiori e ha previsto anche un vano allargato per trasportare fino a due carrozzine.
Renata Viola
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
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