Il Tirreno

Pisa

Botte alla Stella Maris il giudice: legittimi i tre licenziamenti

di Pietro Barghigiani
Botte alla Stella Maris il giudice: legittimi i tre licenziamenti

Il provvedimento riguarda gli operatori finiti sotto inchiesta. Altre posizioni al vaglio del Tribunale sulle stesse contestazioni

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FAUGLIA. Sono fuori dalla Stella Maris. Messi alla porta per le botte rifilate ai pazienti ospiti della struttura di Montalto di Fauglia. Sono tre dipendenti che la proprietà aveva licenziato dopo l’inchiesta della Procura - indagine chiuse e attesa della richiesta di rinvio a giudizio -. In totale gli indagati sono 17, compresi i vertici sanitari del centro specializzato nell’ospitalità di pazienti con gravi disabilità mentali. L’azienda ne aveva licenziati 9 nel settembre scorso. Immediata l’impugnazione del provvedimento davanti al giudice del lavoro.

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Ora c’è un primo pronunciamento. Il giudice Franco Piragine ha firmato un’ordinanza con la quale dichiara legittimi tre licenziamenti. Un’altra tranche verrà affrontata più avanti.

Ma intanto il primo punto fermo fissato dal giudice è che la Stella Maris ha adottato un atto corretto e legittimo allontanando chi è finito sotto inchiesta per i maltrattamenti agli ospiti della struttura.

La Fondazione, che ha una sede per minori anche a Calambrone, era assistita dal professor Oronzo Mazzotta, il giuslavorista che rappresenterà la Stella Maris anche per le prossime cause in dirittura d’arrivo sullo stesso terreno di scontro. È il duello tra chi ha ricevuto la lettera di licenziamento e la Fondazione che vuole mettere fuori dal perimetro aziendale chi è coinvolto in un’inchiesta dolorosa, soprattutto per la vulnerabilità delle parti offese.

Il materiale, foto e video, pietra angolare dell’indagine penale è entrato anche nel procedimento davanti al giudice Piragine. E non poteva essere diversamente considerata la stessa radice delle contestazioni. Da un lato i risvolti penali con le lesioni aggravate, dall’altro il venir meno del rapporto fiduciario e le violazioni disciplinari all’origine dei licenziamenti. Insomma, quello che è utile per la Procura si è rivelato fondamentale anche per il giudizio civilistico. Le condotte contestate al personale del centro hanno dato vita a due fronti con quello delle cause di lavoro chiuso per primo. C’è attesa, soprattutto da parte delle famiglie dei ricoverati, per gli sviluppi dell’inchiesta penale.

Tra i licenziati, stando a quanto è emerso, c’è anche chi si è difeso dicendo di essersi attenuto ad un vecchio protocollo di comportamenti che la Fondazione stessa aveva diffuso ai propri dipendenti. Le telecamere dei carabinieri - l’inchiesta è nata dopo la denuncia dei genitori di un disabile - hanno collezionato immagine dopo immagine sequenze che per l’accusa significano violenze gratuite e maltrattamenti contro persone con gravissimi disagi neuropsichici. Persone spesso in stato catatonico che neanche si rendevano conto di quelle botte.
 

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