Italia
Entro due anni attivo l’impianto di fitodepurazione
SAN GIULIANO TERME. «A fine maggio abbiamo concluso l’iter burocratico per la richiesta dei fondi economici ed entro due anni a Pugnano realizzeremo il tanto atteso impianto di fitodepurazione. Ne...
SAN GIULIANO TERME. «A fine maggio abbiamo concluso l’iter burocratico per la richiesta dei fondi economici ed entro due anni a Pugnano realizzeremo il tanto atteso impianto di fitodepurazione. Ne beneficeranno tutti: la qualità dell’acqua sarà molto più alta e gli agricoltori potranno irrigare i campi ottenendo risultati decisamente migliori».
A dirlo l’assessora all’ambiente del Comune di San Giuliano, Daniela Vanni, che è anche ingegnere chimico. La novità è arrivata nei giorni scorsi dalla giunta dell’amministrazione guidata dal sindaco Sergio Di Maio, che con una delibera ha approvato il progetto definitivo per costruire il nuovo impianto dal costo di circa 123mila euro. Un importo quasi del tutto coperto dai fondi europei, erogati attraverso la Regione, parte di uno stanziamento molto più ampio (455mila euro) che prevede anche la realizzazione di una cassa di espansione nella frazione di Metato.
Nella variazione apportata rispetto al progetto originario, il Comune spenderà circa quattromila euro in più, dato che dovrà pagare di tasca propria gli espropri dei terreni, non in carico alla Regione. La giunta termale ha anche stabilito il miglioramento della futura viabilità d’accesso al fitodepuratore, in pratica un vialetto dove ora c’è uno strettissimo stradello. «Adesso dobbiamo solo portare a termine il percorso urbanistico – continua Vanni – poi saremo in grado di partire. Ci servono due anni, ma l’intenzione è naturalemente quella di fare prima».
Del progetto si occuperà la società fiorentina Isidra. «Sono molto esperti», sottolinea l’assessora, stavolta in veste di ingegnere chimico. L’obiettivo del nuovo impianto di Pugnano sarà innalzare la qualità dell’acqua del Fosso del Mulino, grazie al quale gli agricoltori irrigano i campi di loro proprietà o comunque in concessione. «Vogliamo tutelare le acque del canale demaniale – conclude Vanni – e ottimizzare la situazione dal punto di vista degli scarichi. Siamo molto contenti del finanziamento erogato dalla Regione, perché copre interamente l’opera ed è un bando fatto bene».
Stefano Taglione
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