Sicurezza
Propaganda anche di fronte ai seggi
La caccia all’ultimo voto è la misura del clima di incertezza
PISA. «Noi che sognavamo la rivoluzione dobbiamo accontentarci di qualcuno che promette il cambiamento». È caldo. La temperatura sfiora i 30 gradi e le strade per il litorale sono intasate già dalle prime ore della giornata. Su Pisa aleggia però la grande ombra dell’incertezza. Il primo turno appare una formalità. E il ballottaggio quasi una certezza.
In via Socci un ex militante comunista, che ha attraversato tutte le trasformazioni della sinistra, si incammina verso il seggio della scuola Don Milani, lasciandosi alle spalle il villaggio popolare di via Emilia andato al “voto” con una settimana di anticipo con un “referendum di protesta” organizzato dai residenti contro i progetti di riqualificazione del Comune. Una vecchia roccaforte rossa, quella di Sant’Ermete. La periferia che insieme a tutti gli altri quartieri popolari della città ha storicamente trainato il voto a sinistra, indossando alle ultime elezioni i panni gialli del Movimento 5 Stelle. «Le grandi promesse hanno attecchito nelle fasce più deboli della popolazione, quelle che un tempo avevano il sogno di andare al potere e che oggi cercano di difendersi dal potere», prosegue l’ex attivista della falce e martello, che chiede di rimanere anonimo. «Il nome? Meglio di no. Tra amici, conoscenti e parenti candidati meglio rimanere in silenzio e non scontentare nessuno. Resto fedele al mio ideale, ma un tempo insieme a milioni di persone sognavo la rivoluzione e adesso devo accontentarmi del “cambiamento”: la sinistra ha perso le parole, ma soprattutto i sogni e le utopie da concretizzare e man mano perde quartieri e città. A Sant’Ermete siamo in disuso, ma resistiamo».
Resistenza. È il mantra che ha accompagnato la sinistra per tutta la giornata.
Resistere all’avanzata del centrodestra e al radicamento del M5s. «C’è voglia di cambiare, ma probabilmente non ci riusciremo nemmeno questa volta», esclama un’elettrice del centrodestra nel cortile della scuola di San’Ermete, mentre il presidente del seggio corregge a penna il refuso contenuto nel grande cartellone elettorale: tra gli oltre 600 nomi di aspiranti consiglieri comunali risulta stravolto quello di una candidata della lista Battiti per Pisa, una delle cinque che sostiene la candidatura a sindaco di Maria Chiara Zippel. A Sant’Ermete sono le donne ad alimentare la percentuale dell’affluenza, mentre a poche centinaia di metri in linea d’aria, il seggio di via Corridoni appare semideserto.
A poche ore di distanza dall’apertura dei seggi, nella zona della stazione a regnare è la calma, ma la rivendicazione dei pochi elettori che si ritrovano all’esterno della scuola Battisti è chiara: sicurezza e lotta al degrado. A pochi metri di distanza, in via Fratti, una bandiera nuova di zecca del Pd sventola dal terrazzino della sede provinciale del partito. Le porte chiuse e i vetri oscurati sembrano la metafora di un potere che dopo decenni rischia di scricchiolare. All’ingresso della scuola l’assessore uscente alle politiche sociali Sandra Capuzzi non nasconde la preoccupazione. «Si è creato un clima di astio», dice.
Un clima teso trasformato in polemiche nella scuola Toniolo, dove il presidente di seggio ha imposto ai rappresentanti di lista di togliere dalle maglie gli adesivi raffiguranti i simboli di partito, fino all’intervento di Raffaele Latrofa, candidato a sindaco di Pisa nel cuore, che ha riportato la calma e gli adesivi sul petto dei rappresentanti. Tensioni anche al seggio di via Settembrini, dove l’intervento delle forze dell’ordine ha messo fine alla propaganda che, nonostante il divieto, alcuni esponenti politici (di centrosinistra e centrodestra) hanno portato avanti per cercare di convincere gli ultimi indecisi. Una giornata calda, che ha visto gli aspiranti sindaco impegnati in lungo tour tra i seggi.
«Come ad ogni elezione, a rappresentare direttamente le mie idee, la mia passione ed il mio impegno nel mio seggio storico», dice Andrea Serfogli, candidato sindaco del centrosinistra nel ruolo di rappresentante di lista della sezione 54 (istituto Russoli), mentre i suoi diretti concorrenti, Michele Conti (candidato sindaco del centrodestra) e Gabriele Amore (Movimento 5 Stelle) si scambiavano strette di mano ed opinioni in un incontro casuale al seggio 24 della scuola Novelli del Cep.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
