Sicurezza
Via alla bonifica dei corsi d’acqua del Monte Pisano
I lavori di messa in sicurezza ridurranno il rischio alluvioni e sono frutto della convenzione fra Comune e Consorzio
CALCI. Messi in sicurezza i corsi d’acqua che dal Monte Pisano scendono a valle. Una vasta opera di bonifica radicale e non solo, che elimina o quanto meno riduce il rischio di alluvioni. Anche una ricaduta positiva in termini di bellezza paesaggistica. Ci sono voluti sessantamila euro, una cifra relativamente modesta se si considerano i vantaggi che gli interventi, 14 nel corso del 2017, assicureranno già da adesso.
Tutto si è svolto nell’ambito della convenzione tra il Comune di Calci e il Consorzio Basso Valdarno. Si tratta di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria in località diverse e di tipo differente. Il compito affidato a sei operai forestali i quali hanno effettuato una serie di azioni non facili, anzi articolate e complesse, pur di raggiungere l’obiettivo prefissato. Di questo si è parlato ieri in municipio in un incontro con la stampa, indetta dal sindaco Massimiliano Ghimenti e Fabio Zappalorti, commissario del Consorzio 4 Basso Valdarno. La collaborazione tra Comune e Consorzio ha sortito tanti buoni frutti che è stato deciso di rinnovare la convenzione in proiezione futura.
L’assessore Giovanni Sandroni, anche con l’ausilio di diapositive, ha illustrato efficacemente la situazione preesistente, che risaliva a 70-80 anni fa, e quella attuale dopo la serie di interventi, alcuni attuati con macchine ma altri realizzati manualmente vista l’ubicazione dei luoghi impervi e quasi inaccessibili.
Un elenco lungo riguardante quasi tutte le aste fluviali che scorrono a monte delle aree abitate: il Botro Venezia di Rezzano, il Vallino di Nicosia, il Vallino di Crespignano, il Vallino di Val di Rio di Sopra, il Vallino della Sughera, il Vallino di Villa, il Botro di Riseccoli. Poi il Botro di San Donato, quello della Fonte del Porco, il Botro degli Omberardi, il Vallino delle Valli, il Vallino di Fonte a Noce, quello di San Pietro e Rio Calzerone. Proprio un intervento particolare ha interessato il Rio Calzerone, un corso d’acqua il quale pur nel suo breve tratto presenta una profondità di ripa che nell'ultima parte sfiora anche i sette metri, fittamente ricoperto di vegetazione composta di querce, frassini ed altre essenze di legno bianco con sfioramento perfino di venti metri di altezza, posizionata sia sulle sponde che nella parete riparia.
Inoltre si è proceduto al ripristino delle cinque briglie realizzate secondo consolidate metodologie di costruzione e di manutenzione da parte dalle maestranze forestali. In pratica è stata ripristinata magnificamente la tenuta “storica” dell’intera zona.
Pierluigi Ara
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