Il Tirreno

Pisa

Rapina a mano armata nel bagno militare

di Stefano Taglione
Rapina a mano armata nel bagno militare

In cinque con pistole e roncole pestano e rinchiudono nello sgabuzzino il gestore dello stabilimento Folgore. Poi rubano tutto

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PISA. «Stai zitto o ti ammazziamo». Sono le 2.30 della notte al bagno della Folgore, lo stabilimento balneare militare che segna il confine della spiaggia fra Tirrenia e Calambrone, sul litorale pisano. È buio, dentro non c’è più nessuno. Solo il gestore dell’attività, che sta guardando la televisione. Il balneare, poco prima di tornare a casa, all’improvviso viene sorpreso e terrorizzato da cinque persone incappucciate, con ogni probabilità di nazionalità albanese, armate fino ai denti. Tre gli puntano contro altrettante pistole, due le roncole da boscaiolo.

Nello spazio di un attimo lo minacciano di morte e lo colpiscono alla nuca, poi lo rinchiudono in uno sgabuzzino. Infine i banditi fuggono con il suo orologio di pregio, un Rolex, il portafogli pieno di documenti, assegni e carte di credito, due-tremila euro in contanti, una catenina d’oro e il giubbotto con all’interno il cellulare. I cinque si sarebbero poi dileguati a bordo di un’auto, forse parcheggiata nelle vicinanze dell’accesso al mare, sul viale del Tirreno.

Il titolare, stordito e impaurito, rimane chiuso nello sgabuzzino per diversi minuti. Poi, con la testa dolorante, riesce a liberarsi e a chiamare due amici. Dopodiché dà l’allarme al 113. Due volanti della polizia di Stato si precipitano immediatamente sul posto, nonostante i malviventi ormai abbiano già fatto perdere le loro tracce. Il gestore dello stabilimento dei paracadutisti della Folgore, sotto choc, rifiuta l’intervento dell’autoambulanza del 118. Sostiene di non averne bisogno. E anche se è ancora terrorizzato preferisce andare a dormire, tornando a casa.

I poliziotti, dopo aver ascoltato lui e i suoi due amici arrivati sul posto dopo la sua telefonata, sequestrano una scheda MicroSd, anche se non risulta che nella struttura – è quanto emerge da fonti investigative – ci fosse un impianto di videosorveglianza, per lo meno attivo in quel momento. Gli agenti, con il prezioso aiuto dalla centrale operativa, provano subito a rintracciare i banditi attraverso la geolocalizzazione del cellulare della vittima, ma purtroppo non riescono a sapere dove si trovano.

Del caso si sta occupando la Squadra mobile della questura di Pisa, guidata dal vicequestore aggiunto Rita Sverdigliozzi. Al vaglio degli inquirenti eventuali riprese video lungo il viale. Ieri mattina, il bagno, era aperto regolarmente, con i molti clienti (i militari e le loro famiglie) che abitualmente lo frequentano durante la stagione estiva.

Il personale della Brigata paracadutisti della Folgore, ieri mattina presente come d’abitudine all’ingresso del bagno, ha preferito non commentare l’accaduto. Nel frattempo, a poche ore dalla rapina, anche la polizia scientifica ha effettuato un sopralluogo per rilevare eventuali impronte digitali utili alle indagini. Il balneare aggredito – è ciò che emerge da fonti vicine alla Folgore – non sarebbe un militare, ma un civile titolare della gestione dello stabilimento al numero 303 del viale del Tirreno, proprio al confine fra Tirrenia e Calambrone.

Quello avvenuto nella notte fra mercoledì e giovedì è solo l’ultimo episodio di una lunga e preoccupante scia di crimine che sta sconvolgendo il litorale pisano. La scorsa settimana, infatti, i ladri avevano preso d’assalto cinque diversi stabilimenti balneari di Tirrenia, provocando danni alle strutture (vetri e infissi rotti) e rubando i fondi cassa. In un caso, addirittura, i malviventi sono scappati con le offerte per il piccolo Christian, il bambino di cinque anni affetto dalla nascita dalla grave e rara malattia chiamata “Cdkl5”.

@taglions. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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