Sicurezza
ItaliaOnline, l’allarme dei sindacati
PISA. Grande preoccupazione sulla situazione dell’azienda ItaliaOnline, con sede anche a Pisa, da parte delle segreterie sindacali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil. «Nonostante i quattro...
PISA. Grande preoccupazione sulla situazione dell’azienda ItaliaOnline, con sede anche a Pisa, da parte delle segreterie sindacali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil. «Nonostante i quattro incontri di trattativa avvenuti con l’azienda le posizioni restano nettamente distanti - spiegano i sindacati in una nota - e il numero degli esuberi è rimasto invariato». L’azienda ha annunciato di voler andare alla costituzione della Digital Factory a Torino con il reintegro di 70 addetti rispetto alle 400 posizioni dichiarate in esubero. La proposta prevede il mantenimento di un presidio a Torino con circa 90 persone, il trasferimento da Torino ad Assago di altre 90 persone e la richiesta di cassa integrazione per 18 mesi per almeno 400 persone oltre a percorsi formativi rivolte al tutte le persone in cigs e incentivi all’esodo.
«È del tutto evidente la abissale distanza delle posizioni - affermano i sindacati - In particolare continuano a mancare risposte in merito alla possibilità di reintegro delle 152 persone che operano nelle sedi nazionali diverse da Torino e tra queste anche Pisa, dipendenti ai quali, in caso di reintegro, non rimarrebbe che l’improbabile trasferimento. Ribadiamo inoltre il concetto più volte espresso riferito all’utilizzo del contratto di solidarietà, con la salvaguardia e la tutela dell’organizzazione del lavoro e del perimetro occupazionale, ed invitiamo pertanto l’azienda a non fossilizzarsi su posizioni preconcettuali che possono essere superate nell’interesse di tutti con una costruttiva discussione. Fermi nella posizione aperta al dialogo che si sostanzia in richieste strutturate e non fantasiose, i sindacati proseguiranno in tutte le sedi a chiedere che si eviti di mettere sul lastrico centinaia di lavoratrici e lavoratori, tutte e tutti disponibili come hanno dimostrato in questi mesi a proseguire nei percorsi di riqualificazione là dove necessaria». Poi l’appello alle istituzioni per sostenere la lotta dei lavoratori e per «farsi portatrici delle istanze sindacali che mirano ad evitare un depauperamento del tessuto produttivo delle loro città e un evitabile impoverimento di centinaia di famiglie».
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