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Pisa

Google investe su Pisa per formare prof “digitali”

Google investe su Pisa per formare prof “digitali”

L’Ateneo darà il via a un percorso dedicato ai docenti delle scuole superiori per insegnare e sviluppare tra gli alunni il pensiero computazionale

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PISA. L’Università di Pisa sale sul podio del Google Educator Grant Award Italia e si aggiudica i finanziamenti dell’azienda di servizi online più famosa al mondo. Un’altra grande conquista per l’Ateneo pisano, che permetterà la realizzazione del progetto sul pensiero computazionale ideato dai professori Paolo Ferragina e Fabrizio Luccio del Dipartimento di Informatica di Pisa, e rivolto ai docenti delle scuole secondarie superiori. Importante traguardo, quello del Grant, si colloca sulla linea dei finanziamenti destinati alla ricerca scientifica che Google ha erogato nel tempo al Dipartimento di Informatica di Pisa.

Esistente sin dalle origini dell’informatica, il pensiero computazionale è l’attitudine mentale a descrivere, analizzare e risolvere problemi (problem solving) progettando algoritmi che possano poi essere sperimentati su un calcolatore. «Non si tratta – spiega il professor Luccio – di portare gli uomini a ragionare come computer, ma al contrario, di capire quanto il computer stesso sia specchio del ragionamento umano». Numerose e attualissime le sue sfere applicative: crittografia, motori di ricerca, bioinformatica, reti sociali, intelligenza artificiale, big data e robotica. «Il focus sarà dunque – prosegue il professor Ferragina – quello di descrivere in un linguaggio matematico elementare problemi reali e loro soluzioni algoritmiche, che nascono in vari ambiti sempre più pervasivi della nostra società. Ampio spazio sarà riservato alla discussione con i partecipanti su come le nozioni presentate in classe potranno essere trasferite nell’insegnamento della scuola secondaria». Il progetto, della durata di sei mesi (da ottobre 2018 a marzo 2019), prevede dieci lezioni frontali tenute da docenti universitari e altrettante attività di laboratorio ad esse correlate. Le attività laboratoriali saranno declinate in due modi: alcuni docenti realizzeranno in linguaggio Python gli algoritmi visti in classe con l’aiuto di personale universitario e membri del club CoderDojo di Pisa; altri potranno approfondire alcuni argomenti e progettare moduli, possibilmente multi-disciplinari, che siano utilizzabili direttamente in classe con gli studenti delle scuole. Il percorso formativo, accreditato dal Miur e disponibile sulla piattaforma Sofia, coinvolgerà inizialmente le scuole dell’area pisana, ma sarà disponibile streaming tramite la piattaforma Mediateca dell’Università di Pisa, per garantire la fruizione da parte di docenti di altri istituti superiori. «Questo progetto – dichiara il rettore Paolo Mancarella - conferma come Pisa sia ormai un riferimento per la formazione informatica, dalle scuole superiori fino ai percorsi universitari». «L’innovativa avventura introdotta da questo progetto ideato dall’Università di Pisa – aggiune l’assessora Marilù Chiofalo –, in partnership con il Comune, la Fondazione ISI e Google, è un altro straordinario e unico biglietto da visita per la nostra città nel mondo». (c.l.)

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di Redazione Pisa