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Pisa

Studente “perseguita” la professoressa: condannato a 4 anni

Studente “perseguita” la professoressa: condannato a 4 anni

Stalking e violenza privata per sms, pedinamenti e telefonate «Voglio più di 110 e lode» era diventato l’assillo per la docente

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PISA. Un’ossessione diventata paranoia. Lui, studente alla facoltà di Ingegneria. Lei una professoressa conosciuta per motivi di studio. Con il fuori sede di origine napoletana che individua nella docente la causa dei suoi sedicenti mali accademici. E la soffoca con e-mail, appostamenti, telefonate moleste. In un caso anche aspettandola fuori dal dipartimento e mettendole le mani addosso, per non farla andare via. L’appoggia al muro, impedendole di muoversi. Doveva ascoltarlo a tutti i costi.

A parte l’episodio del “placcaggio”, gli altri comportamenti contestati a un 27enne, nel frattempo laureato in Ingegneria, ieri hanno avuto una risposta in Tribunale.

Il giudice Beatrice Dani ha condannato Alfredo Sottolana a 4 anni per stalking e violenza privata disponendo anche una provvisionale immediatamente esecutiva di 25mila euro da versare alla parte civile, rappresentata dall’avvocato Giuliano Giambartolomei. L’imputato era difeso dall’avvocato Ottavio Bonaccorsi con Vincenzo Molinaro pm onorario d’udienza.

Gli episodi risalgono ad alcuni anni fa e sono andati avanti nel tempo avendo sempre la professoressa al centro delle attenzioni persecutorie dell’aspirante ingegnere poi arrivato al traguardo della laurea. «Voglio più di 110 e lode» era la pretesa impensabile con cui l’imputato tormentava la donna. Ma non c’è solo quella richiesta singolare nella sequenza di azioni che alla fine hanno costretta la docente a querelarlo. La tempestava di e-mai e messaggi. Non tutti i giorni, anche se con una frequenza che alla lunga ha disturbato l’insegnante. E poi gli appostamenti.

Sia sotto casa che all’esterno del dipartimento fino all’episodio della docente bloccata dalla presa dello studente che voleva udienza dopo i ripetuti tentativi di ascolto falliti. Quando la docente aveva capito che tipo era quello che avrebbe voluto laurearsi con più di 100 e lode aveva iniziato a prendere le distanze. Troppo tardi. Tra pedinamenti e telefonate l’escalation degli assalti di Sottolana era diventata insopportabile per la sua “vittima” che chiese e ottenne anche il divieto di allontanamento da Napoli dove il 27enne risiedeva formalmente. Una misura cautelare violata. Per una parte di contestazioni, dal 2009 al 2012, l’imputato aveva chiuso la sua pendenza con la giustizia attraverso un’oblazione. Dopo la denuncia e l’inizio del processo, lo studente si è rivelato più assennato. Ha maturato la consapevolezza di aver ecceduto. Nel frattempo si è laureato. Niente 100 e lode. Un onesto 95. E a gennaio ha vinto anche un contributo allo studio di mille euro per conseguire la laurea magistrale sempre in Ingegneria.

Pietro Barghigiani

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