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Pisa

dopo l’ordinanza di enac 

Ora i pullman passano ma i vigili segnano la targa

Ora i pullman passano ma i vigili segnano la targa

PISA. «Io, di solito, quando vedevo i vigili urbani schierati alle rotonde andavo direttamente al Pisamover. Ma da oggi (ieri per chi legge ndr) non più: vado in aeroporto. Mi hanno detto che con...

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PISA. «Io, di solito, quando vedevo i vigili urbani schierati alle rotonde andavo direttamente al Pisamover. Ma da oggi (ieri per chi legge ndr) non più: vado in aeroporto. Mi hanno detto che con quest’ordinanza di Enac possiamo farlo senza problemi, anche se ho visto gli agenti della polizia municipale annotare il numero di targa del mio autobus, probabilmente per fare la multa. Ma almeno non mi hanno fermato».

Francesco Venturi lavora da 36 anni come autista e ora è alle dipendenze di Sky Bus Lines Caronna, l’azienda di Cascina che insieme alla più grande Autostradale assicura il collegamento su gomma fra l’aeroporto Galilei e il centro di Firenze. Dal 19 aprile, Francesco e i colleghi, sanno che trasportare i passeggeri direttamente nei piazzali dello scalo è diventato più difficile. Perché un’ordinanza del Comune, che loro disattendono quasi sempre, li obbliga a deviare al posteggio del People mover, costringendo i passeggeri a salire sulla nuova navetta pagando altri 2.70 euro per raggiungere l’area partenze, e viceversa per chi sbarca dagli aerei.

Un provvedimento che da ieri, però, viene contrastato da un’altra ordinanza di Enac che invece ordina che sia garantito «in modo incondizionato» l’accesso ai bus «diretti presso le aree di sosta e fermata individuate» e autorizzate dall’Ente nazionale per l’aviazione civile, vale a dire i pullman di Caronna e Autostradale. «Il disagio economico è stato altissimo – commenta Emanuela Caronna, a capo dell’omonima azienda di trasporti – almeno pari al 50-60% degli incassi. Parecchi clienti ci hanno chiesto il rimborso, mentre i pendolari che arrivavano qui in aereo per spostarsi su Firenze, ci hanno detto che ora preferiscono atterrare a Bologna. È un danno enorme per tutta la città, non solo per noi».

Dalla biglietteria di Autostradale, invece, spiegano di «attendere una contromossa del Comune». Una mossa arrivata subito, visto che l’amministrazione ieri ha spiegato che «l’ordinanza di Enac non può invalidare quella comunale che si riferisce a strade comunali fuori dal demanio aeroportuale. Contro l’ordinanza l’avvocatura civica valuta di fare ricorso al Tar». Palazzo Gambacorti ha poi parlato di «una situazione di aperto sabotaggio di un provvedimento garantito dalla legge e che il Tar e il Consiglio di Stato non hanno sospeso», riferendosi agli autisti che dal 19 aprile, nonostante il divieto, entrano comunque in aeroporto.

Ieri, con l’entrata in vigore dell’ordinanza, non c’è stato alcun momento di tensione. Anzi. Come racconta Filippo Cascavilla, autista di Autostradale, un vigile si è perfino scusato degli appostamenti. «Ha spiegato che fa il suo lavoro, come me – rivela il dipendente – e mi ha offerto un caffè al bar. Sono rimasto contento, anche perché in passato con lui ho avuto un pesante alterco».

Una riappacificazione? Forse solo in apparenza, visto che il Comune va fino in fondo.

Stefano Taglione

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