Attenzione
Dalla strada al grande ring Nicola espugna Bruxelles
Il pugile di San Giuliano domina e mette ko l’avversario, ma i giudici lo bocciano Scintille al palazzetto e pubblico inferocito: decretato vincitore dopo 20 minuti
SAN GIULIANO TERME. «No, siete dei pellai. Vergogna». Reazione di pancia e di fuoco, subito prima di chiedere scusa. Michele Mostarda, l’allenatore del Boxing Team San Giuliano, non crede al verdetto sfavorevole dei giudici. Lo rifiuta. Domenica 3 giugno, siamo a Bruxelles. La truppa della pugilistica pisana è volata in Belgio con il campione superpiuma Nicola Henchiri, vincitore a Ghezzano della semifinale per il titolo italiano della categoria, che nella patria dell’Unione europea sta per sfidare l’italo-belga Angelo Turco.
Henchiri picchia duro. L’idolo locale va ko alla prima ripresa. L’arbitro fa la conta, poi l’atleta si riprende. E riparte la gara. Pugni su pugni, con il portacolori pisano che picchia duro, «dominando l’incontro», spiega il coach Michele Mostarda, ormai vecchianese doc dopo aver vissuto gran parte della sua vita alla Spezia. Lui, che senza una palestra ha allenato Henchiri nel parcheggio di una scuola, rimane di sasso quando il verdetto lo vede sconfitto. Dopo anni di sacrifici e mesi di combattimenti duri, non può credere alle sue orecchie. Tanto che perde la pazienza. «Nicola era padrone della situazione con un Angelo Turco stremato e “rotto dentro” sul lato morale – sintetizza l’allenatore – quindi vittoria di sei riprese su sei». Ma poi, quando viene letto il verdetto, «inizia il calvario – continua Mostarda – perché con lo stupore mio e del pubblico viene decretato vincitore l’avversario. È una situazione dove non realizzi e non credi a quello che è successo e senza ragionare (difficile in quei momenti) ho fatto il giro di tutti gli arbitri e giudici piantando un bel casino, facendo volare paroloni e trattandoli da pellai», ricostruisce il coach.
Ma qui accade l’imponderabile. Con il pubblico belga che si accende, fischia, critica arbitri e giudici e “costringe” loro alla retromarcia, con lo speaker che si scusa. «Dopo circa 20 minuti – ricostruisce l’istruttore di pugilato – siamo stati richiamati sul ring per quello che si è poi annunciato il verdetto veritierio. Mai vista in 20 anni di lavoro una cosa del genere: dopo l’annuncio della nostra vittoria ho visto il palazzetto scoppiare di gioia, avendo capito del torto che ci avevano fatto. Non potremo mai dimenticare i numerosi italiani residenti in Belgio, insieme agli altri spettatori, venuti a congratularsi con noi. Ci hanno trattato quasi da divi – conclude Mostarda – o forse no, volevano soltanto quello che era giusto, la vittoria che Nicola meritava».
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