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Le accuse di Ryanair: «Bologna promuove i voli mentre la Toscana li ignora»

Il responsabile vendite della compagnia aerea: «Gli enti di promozione turistica non ci considerano. A Pisa i turisti sono solo il 40% dei passeggeri perché non c’è pubblicità. La Regione dice che non rientriamo nei loro piani»


05 giugno 2018 di Stefano Taglione


INVIATO A CROTONE. «A Pisa, come in tutta la regione, non riusciamo a lavorare con nessun ente di promozione del turismo. Toscana Promozione ci ha scritto che una partnership con noi non rientra nelle loro strategie di comunicazione. Mi sembra un controsenso, dato che facciamo la stessa cosa a Bologna. Se l’Emilia Romagna fa un lavoro migliore, il Marconi attrarrà anche i passeggeri delle zone limitrofe, come dalla provincia di Firenze».

Nel 1998, insieme a Treviso, l’aeroporto di Pisa è stato il primo in Italia a battezzare l’arrivo di un volo Ryanair, la compagnia “low cost” di cui il bergamasco John Alborante è direttore vendite e marketing per il nostro Paese. È lui che siede ai tavoli con le istituzioni per contrattare le nuove rotte e stipulare gli accordi commerciali, come il rinnovo della partnership con il Galilei che scade a fine anno. Ed è lui che ora si chiede come mai gli enti di promozione turistica ignorino la compagnia di Dublino, che dopo l’ultimo inverno e la sequela di cancellazioni dovuta alla fuga di piloti e assistenti di volo verso contratti più convenienti, sembra essersi gradualmente ripresa.

Direttore, Ryanair al Galilei crescerà ancora?

«Sì. Con Toscana Aeroporti lavoriamo molto bene e l’obiettivo è chiudere il 2018 a 3.700.000 passeggeri. A Pisa cresciamo a un ritmo del 6-10 per cento di viaggiatori l’anno e nell’estate del 2019 apriremo nuove rotte».

Come mai però ci sono così tanti problemi a dialogare con l’agenzia regionale per la promozione turistica, Toscana Promozione?

«Ho provato a parlarne con il direttore Alberto Peruzzini, ma mi ha risposto che una partnership con Ryanair non rientra nelle strategie di comunicazione».



Con Bologna, però, sta accadendo il contrario. C’è una partnership non solo con la società aeroportuale, ma anche con le agenzie di promozione del turismo.

«Esatto e i risultati sono ottimi. Il Marconi, anche se è nostra base da meno tempo, sembra che stia crescendo più velocemente di Pisa, che comunque – lo ripeto – dà ottimi risultati».

Fra Bologna e Firenze, per altro, nei mesi scorsi si stava delineando un asse per incentivare lo sviluppo turistico, fatto di maggiori treni e una migliore sinergia aeroportuale? Il Marconi può togliere passeggeri al Galilei?

«Se Bologna lavora meglio di Pisa, si “prende” la zona limitrofa del Fiorentino. È chiaro che nei territori in cui lavoriamo con le agenzie di promozione del turismo, portiamo più turisti. In questo la Toscana purtroppo dà l’esempio peggiore».

Quando sarà pronta la nuova pista di Firenze, lunga 2.400 metri, i vostri aerei potranno atterrarci. Quali ricadute ci saranno sul Galilei?

«Gli aerei ci atterreranno perché è quello che vogliamo. Pisa e Firenze non si faranno concorrenza: a Peretola atterrerà chi vorrà visitare la città, magari in pochi giorni, mentre al Galilei volerà chi vorrà fare un giro più lungo in Toscana. Firenze sarà un “city break”: non depotenzieremo Pisa».

Qual è l’identikit del passeggero che vola da o per il Galilei?

«Il 60 per cento dei viaggiatori sono toscani ed è appunto traffico in uscita. Il restante 40 per cento è fatto invece dai turisti che vengono in Toscana. È inevitabile che senza promozione i dati siano questi. Ed è per questo che io sto “rompendo le scatole” a Toscana Promozione per stipulare una partnership. Ne guadagneremmo tutti».

@taglions. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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