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Pisa

Pegaso era già a Cisanello ma senza culla termica

Pegaso era già a Cisanello ma senza culla termica

Report della Regione su tempi e telefonate: l’elisoccorso aveva appena trasferito  un adulto da Volterra e non era attrezzato per trasportare il bimbo al Meyer 

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PISA. Pegaso senza culla termica? Era già a Cisanello per il trasferimento di un adulto e non era attrezzato per i neonati.

Non c’è solo l’indagine della polizia incaricata dalla Procura di fare luce sulla cronologia di interventi e azioni che hanno preceduto il decesso del piccolo Gerardo Maria, il piccolo di due mesi morto nel reparto di neonatologia del Santa Chiara alle 6,30 del 27 maggio dopo essere caduto dalle braccia del padre la sera prima in cucina mentre gli stava dando il latto con il biberon.

Un report interno sull’attività dell’elisoccorso è stato avviato anche dal centro gestione rischio clinico della Regione.

All’assessore regionale al Diritto alla salute, Stefania Saccardi è stata riferita la sequenza che ha visto coinvolti due Pegaso, quello di Grosseto e quello del Cinquale. «Da quello che mi è stato spiegato non credo che possano esserci state delle negligenze nella gestione dell’elisoccorso» sottolinea l’assessore. Stando a quanto ricostruito dal centro rischio clinico quando, di notte, i medici dell’Aoup hanno valutato l’eventualità di trasferire il bimbo al Meyer a Cisanello c’era già un Pegaso disponibile. Era il 2, quello di stanza a Grosseto. Aveva appena trasportato un adulto prelevato a Volterra che doveva andare a Pontedera. Solo che al Lotti non c’è la piazzola per i velivoli e allora il paziente era stato “appoggiato” a Cisanello per poi essere portato in ambulanza all’ospedale pontederese. Prima di attivare l’elisoccorso del Cinquale, il personale avrebbe quindi verificato se il Pegaso aveva le apparecchiature per trasportare un neonato. «Una verifica di pochi minuti» chiosa Saccardi. Solo quando hanno constatato l’assenza della culla termica e di altri accorgimenti è partita la telefonata per il Pegaso 3 dislocato al Cinquale. Il velivolo con l’attrezzatura idonea per il neonato è arrivato in una manciata di minuti a Cisanello. Ma a quel punto le condizioni di Gerardo Maria si erano aggravate al punto da sconsigliare il volo verso il Meyer. Di lì a poco il decesso.

In settimana saranno notificati diversi avvisi di garanzia per omicidio colposo. In prima battuta la stessa contestazione è stata mossa al padre del piccolo, Daniele. Il contesto di base è l’incidente domestico. La Procura vuole, però, accertare se la sequenza di interventi, dal 118 al pronto soccorso, dai Pegaso alla neonatologia si è svolta senza intoppi che possano aver pregiudicato le probabilità di salvare la vita a Gerardo Maria.

Pietro Barghigiani

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