La manifestazione
«Un piano per sistemare gli edifici scolastici»
Maria Chiara Zippel, candidato sindaco per “La Nostra Pisa”
PISA. Ha organizzato ben cinque liste civiche a suo sostegno, anche se in molti non ci credevano. Maria Chiara Zippel è una delle principali novità di questa campagna elettorale.
Zippel, un aggettivo per definire la Pisa di oggi...
«Triste. Ero al Cep l’altro giorno. Questa è la sensazione che ho provato nel vedere le persone che giocavano a carte al tavolino. Prima c’era un cinema, altri svaghi. Ora emerge la tristezza, come nelle altre periferie cittadine».
Un aggettivo per definire la Pisa del futuro (come la vorrebbe)...
«Smart, ma anche ripresa e valorizzazione delle tradizioni. Tra storia e nuove tecnologie, tra passato glorioso e modernità».
Tre parole chiave del suo programma...
«Sicurezza. Turismo. Giovani. Ma aggiungerei anche famiglie, università. Nel mio programma sono affrontati tutti i temi che interessano una città dell’importanza di Pisa».
Qual è la prima cosa che farebbe da sindaco?
«Mettere la polizia municipale a piedi sul territorio con il terzo turno, quello di notte. Allo stesso tempo imposterei una riqualificazione strutturale delle scuole di Pisa. Mi taglierò lo stipendio da sindaco per iniziare a costruire un fondo dal quale attingere per le emergenze sugli edifici scolastici. Un modo per investire sui giovani e sul futuro. E subito un assessorato ai diversamente abili, con attenzione principale ai bambini».
Sicurezza: cosa chiederebbe da sindaco a prefetto e questore?
«Chiederei di fare realmente sistema per affrontare collegialmente i problemi di Pisa relativi a delinquenza e degrado. Non ci deve essere chi comanda più degli altri. Tutti allo stesso modo devono tirarsi sù le maniche e lavorare per migliorare la città. Vogliamo togliere la metà degli stalli blu presenti in centro. Dare la possibilità di parcheggiare liberamente a chi sceglie di farsi un giro nel nostro centro storico significa incrementare il giro di persone e di conseguenza scoraggiare episodi di criminalità. Una città viva è una città sicura».
Un tema “storico” e complesso: come legare città e università?
«Il sindaco deve andare a braccetto con le istituzioni universitarie. Una modalità di collaborazione sarebbe quella di recuperare e valorizzare i progetti dei neolaureati anziché affidarsi sempre e comunque alle consulenze esterne: così si farebbero emergere i talenti giovanili. Riguardo alla movida, il confronto con i rettori dovrebbe avere come cardine la condivisione della consapevolezza circa i danni che vengono provocati al centro cittadino da determinati comportamenti. Si potrebbe pensare a meccanismi di decurtazione dei crediti acquisiti nello studio a fronte di accertate responsabilità in atti anti-decoro. Ma noto anche la mancanza di bagni chimici e la necessità di organizzare manifestazioni culturali e musicali per i ragazzi, individuando più spazi per il gioco e lo sport anche a titolo gratuito».
Aeroporto e People Mover: quale strategia?
«Il Galilei deve ingrandirsi, anche a livello di piste per favorire i voli intercontinentali. Da parte nostra non c’è alcun dubbio rispetto ad ogni azione utile a difendere e sostenere lo sviluppo dell’aeroporto e del suo indotto. Sul People Mover potrei andare all’attacco, ma preferisco puntare su risposte concrete visto che ormai è una realtà da affrontare. Anzitutto si potrebbe, attraverso una pianificazione mirata, arrivare allo spostamento degli autonoleggi vicino al parcheggio del People Mover. I bus turistici, abbassando le tariffe di sosta, potrebbero essere spostati almeno in parte agli scambiatori. Penso anche a box informativi alla stazione ferroviaria, dove arriva il People Mover, promuovendo a seconda delle esigenze navette gratuite e un “serpentone” turistico che attraversi il centro».
Rapporto ed impegni per le periferie?
«Le periferie sono realtà che conosco bene. Dobbiamo riqualificare gli edifici popolari, favorire la creazione di centri di aggregazione sociale, aiutare le società sportive che svolgono un ruolo fondamentale, anche di carattere educativo, nei confronti dei giovani allontanandoli dal disagio e dai pericoli. I centri sociali a cui penso sono strutture per tutte le età dove socializzare, dove si possono trovare maestre che aiutano nei compiti, dove si può imparare l’inglese. Le periferie devono essere come piccole città, ma collegate al centro storico. Per questo è necessario pensare a percorsi degli autobus più adeguati alle nuove esigenze. Organizzare piccoli mercati di quartiere è un’altra iniziativa utile».
Un’idea per il litorale?
«Su tutto, un progetto di tram ecosostenibile accanto alla pista ciclabile. Quanto incassato con la tassa di soggiorno deve rimanere sul litorale. Abbiamo un progetto dell’Università di Napoli di contrasto all’erosione marina, attraverso barriere fatte di piccoli panettoni di cemento ecocompatibili, per favorire il ritorno della sabbia sulla nostra costa. Una struttura da valorizzare è quella del porto di Boccadarno, da cui potrebbe partire un percorso fluviale, grazie all’utilizzo di battelli, per portare i turisti in città e nel Parco. A Marina deve essere riqualificato il mercato, portandolo al livello di quelli di realtà della Versilia».
Qual è il reale obiettivo di questo vostro impegno? Una presenza in consiglio comunale?
«Vogliamo arrivare al ballottaggio. Non ci accontentiamo in prima battuta di altri possibili risultati. Non avremmo creato questo insieme di liste, facendo grandi sacrifici con la raccolta di 1.300 firme ed una campagna elettorale che da mesi ci ha portato ad organizzare iniziative su tutto il territorio. Ci abbiamo messo la faccia, abbiamo tolto tempo alle nostre famiglie perché convinti del nostro progetto che si basa sul puro civismo. Ho studiato e lavorato a Pisa, ho quattro figli e amo profondamente la città. Vederla ridotta in questo stato mi ha fatto impegnare in prima persona. La scelta civica viene di conseguenza, visto che i partiti ci hanno ormai fatto vedere di non essere in grado di dare una svolta alla città».
In caso di ballottaggio tra altre forze politiche, quale sarebbe la vostra indicazione di voto?
«Abbiamo il nostro programma e da lì comunque dobbiamo ripartire. Dovremmo quindi valutare chi intende portare avanti il nostro progetto. Non siamo nati con l’idea di avere un colore politico. E non prendiamo in giro i cittadini».
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