La manifestazione
Rubate le offerte per curare un bambino malato
I soldi donati servivano al piccolo Christian. Ladri in quattro stabilimenti balneari a Tirrenia, svuotato anche il barattolo con la raccolta per le spese sanitarie del piccolo
TIRRENIA. Quando hanno visto il barattolo con la scritta che ne spiegava il contenuto non hanno avuto un attimo di esitazione. O se l’hanno avuto se ne sono fregati. Hanno rubato pure quello. Conteneva le offerte per il piccolo Christian, il bambino di Pontedera affetto dalla grave e rara malattia chiamata “Cdkl5”. Uno sfregio al dolore di una famiglia del bimbo, un’offesa all’altruismo di quanti avevano contribuito a sostenere le spese sanitarie in una battaglia non ancora vinta.
«Come si dice? Speriamo che quei soldi li spendano in medicine» si sfoga Luca Fontani, titolare del bagno Siria, uno dei quattro stabilimenti passati in rassegna giovedì notte dai ladri. Di sicuro banditi senza cuore quelli che hanno fatto irruzione al Siria. È probabile che il poker di furti sia stato calato dallo stesso gruppo. Tra i derubati c’è chi ha le telecamere. Si vedono tre persone, dalla corporatura longilinea e giovanile, con i caschi in testa che si muovono a piacimento nel locale. Quattro furti con tecnica e bottino in fotocopia negli stabilimenti Vittoria, Siria, Roma e Maestrale. Il colpo più sostanzioso lo hanno concluso al Vittoria. In una borsa era stato conservato l’incasso di alcuni giorni da dover versare in banca. Una somma di 5mila euro sparita con i malviventi.
Luca Gonnelli è il titolare del bagno Vittoria visitato dai ladri intorno a mezzanotte e venti. L’orario è certificato dalle telecamere interne dello stabilimento. Nei filmati si scorgono tre persone con i caschi a proteggere i volti. «Hanno rubato il fondo cassa, due palmari per le ordinazioni e un computer portatile – spiega –. Purtroppo avevamo l’incasso da portare in banca. Hanno preso pure quello, era in una borsa». Oltre 5mila euro in fumo. In tutto sono rimasti nel bagno una quindicina di minuti. I tre sono arrivati su due scooter Scarabeo. Un’auto nel piazzale è stata forzata. Un di più al raid contro il Vittoria. «Sono entrati appena il personale è uscito per la fine della serata – aggiunge Gonnelli –. È evidente che erano appostati». Le immagini saranno consegnate alla polizia. Ladri anche al Tirrenia di Sergio Sighieri, danni a una porta a vetri. Bottino minimo.
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Al fastidio per il furto subìto al Bagno Roma devono mettere nel conto anche i danni alle strutture.
Il fondo cassa arraffato e pure le monetine delle macchinette con le palline che piacciono ai bimbi. Roba da ladruncoli di infimo cabotaggio. «Sono entrati verso mezzanotte e un quarto – racconta il titolare, Paolo Fontani –. Hanno rotto un vetro e si sono mossi nel locale a caccia di soldi. Ne hanno trovati pochi».
Inquadra il raid verso mezzanotte e mezzo, Luca Fontani, proprietario del Siria. Anche da lui il fondo cassa e le monetine delle macchinette per i bimbi sono stati i bersagli scontati. Poche decine di euro che non hanno placato i malviventi. All’altezza della cassa hanno visto un barattolo fasciato da una scritta eloquente. Le offerte sarebbero servite per pagare le cure di Christian, un bimbo di Pontedera alle prese da anni con una patologia grave e dalle cure costose. Per entrare hanno sfondato le finestre.
«Non solo hanno rubato le mance dei dipendenti – si inalbera Fontani –. Hanno rubato pure il contenitore per Christian che avevamo messo sul banco accanto al registratore di cassa. È quello che ci dispiace di più. L’ignoranza non guarda in faccia a nessuno. A mezzanotte e mezzo il personale era sempre. Diciamo che sono entrati verso l’una e mezzo». Al Maestrale un dipendente che dorme nella struttura si è trovato faccia a faccia con il ladro. Lo ha messo in fuga e inseguito. Non ce l’ha fatta a bloccarlo.
«Hanno rubato solo il fondo cassa del bar dopo aver forzato la porta – spiega Monica Fontani, la titolare dello stabilimento –. Per fortuna un dipendente dorme dentro e il ladro nel vederlo mentre girava nel locale si è spaventato ed è scappato. Ha provato a rincorrerlo, ma non l’ha raggiunto. Tutto sommato meglio così, chissà come avrebbe potuto reagire il bandito».
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