Sicurezza
Palati “curiosi” a caccia di stranezze
La ristorazione sta cercando di venire sempre più incontro alle esigenze dell’individuo, mutando la cucina etnica in una più cosmopolita, dove tutti possono sperimentare quella che più li soddisfa....
La ristorazione sta cercando di venire sempre più incontro alle esigenze dell’individuo, mutando la cucina etnica in una più cosmopolita, dove tutti possono sperimentare quella che più li soddisfa. Nel corso dell’ultimo decennio, è divenuto sempre più facile imbattersi in ristoranti etnici in cui è possibile sperimentare la cucina di altri paesi: se facciamo una tranquilla passeggiata nel centro di Pisa, troveremo ristoranti cinesi, giapponesi (nella foto un piatto di sushi), indiani, coreani, turchi, greci . Spesso diventa difficile scegliere quale di queste cucine sperimentare. Ad esempio, la cucina indiana è ricca di sapori forti, dovuti a spezie che mi dicono fare anche molto bene al corpo. La cucina giapponese, invece, è soprattutto a base di pesce, sebbene stia divenendo sempre più una cucina a base di verdure, a causa del massiccio aumento di consumatori vegetariani, giapponesi e non. Così, oltre agli insetti commestibili, ci siamo chiesti quali delle moltissime stranezze avessero mangiato i nostri coetanei. Ci siamo chiesti allora, oltre alla portata più strana, quale fosse stata la più buona, e perché no, anche la più cattiva. Abbiamo parlato con alcuni ragazzi, che per scelta o per curiosità vanno oltre all’immediatezza culturale del cibo italiano; comunque sia, questi coraggiosi assaggiatori, vi daranno sicuramente qualcosa su cui riflettere, quando sarete a tavola.
Luca Manzi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
