Il Tirreno

Pisa

Truffe a domicilio «Non vergognatevi, denunciate»

di Carlotta Lattanzi

PISA. Un pubblico infiammato, quello che ha accolto ieri il seminario di Cna Pensionati, sul tema “Truffe e raggiri”. Capelli bianchi sì, ma la tempra vivace di chi è stanco di sentirsi minacciato da...

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PISA. Un pubblico infiammato, quello che ha accolto ieri il seminario di Cna Pensionati, sul tema “Truffe e raggiri”. Capelli bianchi sì, ma la tempra vivace di chi è stanco di sentirsi minacciato da un mondo in cui «non si può più lasciare la chiave nella toppa», i molti anziani presenti hanno fatto sentire la loro voce. «Il cuore balza in gola ogni volta che alla porta fa capolino un ospite inatteso», dicono i più, «ma noi, come possiamo difenderci? Spesso ci sentiamo con le spalle al muro».

A rispondere al gravoso interrogativo, due relatori che lavorano quotidianamente per sradicare questi fenomeni: il Vice Questore Aggiunto di Pisa Paolo Pizzimenti e il Sovrintendente alla Squadra Mobile della Polizia Fabio Nannini. «Se le truffe agli anziani sono diminuite – ha detto Sandro Ciulli, presidente di Cna Pensionati Pisa, in apertura dell’incontro –, (da 202 nel 2016 a 117 nel 2017 nella provincia di Pisa), lo si deve a chi ci tutela, come Pizzimenti, Nannini, e tutte le forze dell’ordine impegnate a combattere ogni giorno una guerra di trincea, e per di più impari, con i più meschini dei criminali: quelli che si approfittano delle debolezze altrui». Un merito, quello della Polizia, certo riconosciuto dalla maggioranza della platea, dalla quale però si sono levate anche alcune contestazioni: «se i dati mostrano una diminuzione – hanno detto alcuni, saltando sulla sedia – non significa che la situazione sia migliorata, anzi: gli anziani non denunciano più! La legge non ci tutela, anzi, se ce la prendiamo con chi ci inganna e ci deruba, rischiamo pure di doverli risarcire! È inaccettabile. Ci dobbiamo difendere da soli.» «È vero che gli anziani denunciano malvolentieri – ha risposto Pizzimenti –, ma ciò non è dovuto soltanto alla mancanza di coerenza tra disposizioni di legge e ragionevole durata del processo. La verità è che, quando un anziano subisce una truffa, spesso si vergogna e, al danno patrimoniale, si cumula un grave danno psicologico: subentrano l’umiliazione e la depressione. Bisogna invece sottolineare che non sono solo gli over 70 a essere truffati, ogni età è bersaglio dei suoi criminali da strapazzo, pensate al caso dei falsi finanzieri che a Pisa sono riusciti a truffare addirittura un avvocato penalista. Quello che importa invece, è essere informati per sapere con chi abbiamo a che fare e, soprattutto, prevenire». «Sono professionisti, gente abile, spesso ben vestita, educata – ha proseguito Pizzimenti, passando ai consigli pratici –, ma si possono riconoscere. «Ricordate che nessuno, si tratti di agenti di compagnie elettriche o telefoniche, presunti impiegati della pubblica amministrazione, nessuno ha diritto o potere legale di superare la soglia della vostra porta. Chiunque cerchi, con tutta la gentilezza possibile, di entrare in casa vostra, sta con ogni probabilità cercando di approfittarsi di voi. Le persone anziane sono quelle più educate, che rispondono alle domande. Siate invece sospettosi e attenti: questo scoraggia e allontana i truffatori, fatevi vedere che annotate la loro targa, fissateli bene in faccia, in modo che se ne accorgano. Non firmate i loro contratti oppure, se lo fate, state molto attenti alle crocette e conservate sempre il contratto».



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