Mamma imputata di omicidio: disposta consulenza medica
VECCHIANO. Una consulenza disposta dal gip Donato D’Auria per chiarire le condizioni di salute e le potenzialità di vivere del feto trovato l’11 agosto 2016 avvolto in uno straccio tra i rifiuti in...
VECCHIANO. Una consulenza disposta dal gip Donato D’Auria per chiarire le condizioni di salute e le potenzialità di vivere del feto trovato l’11 agosto 2016 avvolto in uno straccio tra i rifiuti in un appartamento a Migliarino.
È stata disposta ieri mattina nell’ambito del processo, con rito abbreviato, in cui è imputata per omicidio volontario e occultamento di cadavere una marocchina di 23 anni difesa dagli avvocati Tommaso Azzaro e Antonella Antonelli.
Per l’accusa non ci fu alcun aborto spontaneo nell’appartamento dove l’imputata viveva con la madre, il compagno e due figli piccoli. Il terzo, non previsto, avrebbe aggravato una condizione economica già precaria. «Non potevo mantenere un terzo figlio» disse la giovane agli investigatori della polizia. Una gravidanza non voluta e quindi, secondo la giovane donna, un problema da risolvere. Senza dire niente a nessuno. «Pensavo di essere al quarto mese» si giustificò con gli inquirenti quando venne salvata al Santa Chiara da un’emorragia che ne aveva messo a rischio la vita. In realtà il feto aveva raggiunto i 6 mesi. Le ricerche su Internet su metodi e farmaci per abortire sono state acquisite dalla squadra mobile. (p.b.)
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