Il Tirreno

Pisa

Il giudice Nicola Pisano assessore alla legalità

Sarà nella giunta Serfogli (centrosinistra) in caso di elezione. Una super carriera: dalla Digos alla magistratura

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «La scelta di Nicola Pisano come assessore alla sicurezza e alla legalità, se dovessi avere l’onore di guidare la città, è il perfetto esempio del cambio di passo che abbiamo intenzione di adottare». Andrea Serfogli, candidato a sindaco di Pisa per il centrosinistra, presenta così quello che, in caso di elezione, sarà l’assessore di punta della sua giunta. Funzionario di polizia (alle volanti nella Pisa degli anni Settanta), poi magistrato e giudice. Un lungo corteggiamento da parte di Serfogli «e alla fine ho detto va bene per spirito di servizio», dice Pisano seduto alla “Vineria” di piazza delle Vettovaglie, scelta non casuale della campagna elettorale per due motivi: cantiere in corso per la riqualificazione degli ambienti; uno dei luoghi dello spaccio e del degrado cittadino.

Accanto a Pisano, oltre a Serfogli, il vicesindaco Paolo Ghezzi, il segretario provinciale del Pd Massimiliano Sonetti, il consigliere regionale Antonio Mazzeo, i rappresentanti delle liste alleate. «Con questo assessorato - dice Serfogli - mettiamo insieme le deleghe alla sicurezza, alla polizia municipale e alla legalità, intesa anche come contrasto alle infiltrazioni mafiose. Ringrazio Nicola Pisano, che ha scelto di mettersi in gioco in un settore così complesso e ci dà speranza per l’efficacia amministrativa. Su questo tema vogliamo cambiare volto alla città».

La carriera di Pisano, napoletano, 71 anni, è prestigiosa. Dopo l’esperienza alla squadra mobile e alla Digos della questura di Pisa dal 1974 al 1979, vince il concorso in magistratura ed è destinato alla Procura della Repubblica di Pisa dove rimane per ben 18 anni. In questa funzione da ricordare, in particolare, il processo per la tangente versata per la costruzione della pretura di Viareggio. Nel 1998 diventa pretore circondariale penale a Lucca e poi giudice del dibattimento penale, collegiale e monocratico. Nel 2004 fa ritorno al Tribunale di Pisa, venendo assegnato per un paio di anni al settore civile e poi di nuovo a quello penale. Nel 2010 è nominato presidente della Corte d’Assise di Firenze, incarico che lo porta ad occuparsi delle stragi del 1993 e della trattativa Stato-mafia, della cui sentenza è stato estensore. Nel 2014 viene nominato presidente del Tribunale di Prato, fino al 2017. Ora è presidente di sezione nella Commissione tributaria regionale di Firenze e membro della commissione per l’esame di abilitazione alla professione forense.

«La legalità - dice Pisano - è da imporre prima di tutto a noi stessi, nelle piccole cose. L’Italia è portata a volere la legalità negli altri, nel vicino, ma poi si è pronti a mettere la macchina in doppia fila. La legalità però è un monolite, non si può frammentare. La sicurezza è un qualcosa che ci fa dialogare, se ci si sente insicuri si è più arrabbiati e pronti allo scontro. Il che non significa tolleranza: chi non rispetta le regole deve essere sanzionato duramente. C’è un’insicurezza reale e una percepita, ma la seconda non è meno importante. Le statistiche dicono che i reati sono diminuiti, ma sono aumentati gli attacchi al decoro. Strumenti? Oltre a quelli che potremo organizzare insieme, se Andrea verrà eletto, la legge Minniti ha ampliato notevolmente la possibilità di intervento, dai Daspo contro attività di disturbo all’ampliamento degli organici di polizia municipale. Quella legge ha il pregio di sollecitare la creazione di coordinamenti tra istituzioni, come sale operative comuni e scambio di dati. Questa sarà la dorsale. Perché ho accettato ? Il programma che Serfogli mi ha sottoposto contiene elementi per una svolta epocale a Pisa, la mia patria adottiva».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web