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Pisa

Tifoseria delusa «I soldi andavano spesi meglio»

Tifoseria delusa «I soldi andavano spesi meglio»

«Abbiamo seguito la squadra con passione, ma il grande tifo non è stato sufficiente. La società non ha motivato i giocatori»

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PISA. Un addio al sogno serie B che brucia, quello che ha visto mercoledì i nerazzurri ko contro la Viterbese. Molta l’amarezza tra i tifosi in quell’Arena frutto di grandi progetti e speranze. «Ci abbiamo creduto, ma quello di mercoledì è stato il peggior risultato nei playoff di serie C per il Pisa - commenta deluso Daniele Buj del Bar Nerone -. A dire il vero era nell’aria, serviva una grinta che si è fatta attendere per tutto l’anno: ai playoff giocano le squadre migliori e la differenza la fa quello sprint in più che al Pisa è mancato. E soprattutto sono mancati i giocatori con le caratteristiche necessarie per salire di categoria».

Grande lavoro da fare a partire dalla gestione societaria, a detta di molti. Servono figure capaci di seguire il mercato in modo adeguato. «Sbagliato concentrarsi su una persona sola che ha trent’anni, il figlio di Corrado: manca dell’esperienza necessaria, serve un cambio forte nella struttura dirigenziale», dice Federico Kinsky, che lavora in un locale in zona stadio. «Abbiamo seguito con passione la squadra, ma non basta il grande tifo», aggiunge scoraggiata Caterina Rizzo della pizzeria Le Mura.

«Netto contrasto tra le ambizioni ed i risultati», dice Federico Viviani, non a caso il suo locale si chiama Black and Blue, una dedica ai nerazzurri che oggi suona come un cuore spezzato, «tutti danno la colpa a Ferrara e Corrado per l’incapacità di gestire sotto l’aspetto sportivo la situazione, ma io penso che dal punto di vista societario non ci sia niente da dire, ci hanno salvato da un fallimento. Hanno investito, il problema è che hanno investito male con giocatori non cion lo spessore da serie C. Molti dicono: una squadra senza carattere, io penso che non manchino alla squadra i giocatori validi, alcuni messi in un altro contesto possono esserlo e molto, ma bisogna comprare giocatori giusti per la serie C non basta essere bravi. Devi lottare».

«Servono uomini giusti al posto giusto», dice Claudio Pallaro del bar Nicchio». Anche per lui c’era da aspettarselo: «Un esito logico vista la stagione». «Da inizio campionato tre cambi di allenatore, c’era da aspettarselo», commenta un altro storico affezionato, Jacopo Bonomo del bar Il Corso, al collo la croce del Pisa, negli occhi la tristezza di chi ci ha creduto fino alla fine. «Viste la storia della squadra e la tifoseria - dice Antonio Colucci - ci meritiamo qualcosa di più e spero che nei prossimi anni si trovi finalmente una società disposta ad investire in modo da realizzare le aspettative della piazza» Amarezza anche alla pizzeria Nando. «Petrone ha detto alla squadra “tirate fuori gli attributi”, ma questi attributi in campo non si sono visti», afferma Marco Bacile. «Un presidente come Corrado - gli fa eco Mario Grella -, che non si arrabbia mai anche quando la squadra gioca male non può motivarla a dovere. Il presidente è il primo che deve dare una scossa ai giocatori, specialmente quando appaiono così sottotono».

«I soldi ci sono, ma non sono investiti bene - dice Andrea La Gamba del bar Cristallo -, serve anche in società gente esperta. Sono andato allo stadio dopo due anni, ho sempre tifato Pisa e volevo crederci di nuovo, ma facevo meglio a risparmiare i soldi del biglietto». «Mi viene da piangere - commenta Rossano Burchielli -: un campionato mediocre con avversari mediocri. Se non si vinceva quest’anno quando si poteva vincere?». «Sembra quasi che il campionato non lo volessero vincere - aggiunge l’amica Elena Minussi -, perché hanno perso delle partite impossibili da perdere. Ho avuto il sospetto che ci fosse qualcosa. Mercoledì sembrava che i giocatori non avessero più voglia di giocare nel Pisa».

Carlotta Lattanzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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