La protesta
Esplodono tre scooter: mamma si sveglia nel rogo e salva i figli - Video
Pisa: fiamme dolose in via di Padule, distrutti tre scooter sotto le case popolari. Una inagibile: «Come bombe, ho visto la morte»
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PISA. Era andata a letto come ogni sera insieme ai due bambini, il maschietto di 13 anni e la femminuccia di dieci. Poi, strozzata dal fumo che aveva invaso la casa, in pochi minuti li ha svegliati e messi in salvo portandoli al quinto piano, mentre sotto la finestra tre scooter pieni di benzina stavano esplodendo annerendo la facciata dell’edificio.
Sono state ore di paura quelle vissute da Barbara Longo e dagli abitanti delle case popolari di via di Padule 18. Verso le due di notte, infatti, tre motorini hanno preso fuoco di fronte alle scale. L’incendio, probabilmente, è stato causato da un piromane. Sono i vigili del fuoco a propendere per quest’ipotesi, anche perché in passato la vicina via Norvegia è stata bombardata da atti vandalici. Con bici, auto e scooter devastati dai roghi. Ma stavolta, oltre ai veicoli parcheggiati, le fiamme hanno rischiato di uccidere una famiglia. Quella di Barbara. «Sì, lo ammetto, ho pensato di non farcela – dice la donna – perché l’odore del fumo era fortissimo e avrò sentito tre o quattro scoppi, tipo bombe. Abbiamo subito chiamato i pompieri. Il calore ha sciolto perfino la mia tapparella avvolgibile del bagno».
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I vigili del fuoco, sul posto con otto uomini e due mezzi, sono riusciti a domare le fiamme. Poi, dopo aver verificato la stabilità della palazzina, hanno dichiarato inagibile uno degli appartamenti al primo piano, quello dove da sette anni abita Barbara con i figli. Il locale – salotto, cucina, bagno e due camere da letto – appare in perfetto stato. Ma per renderlo agibile occorrono verifiche approfondite da parte dell’Apes, l’istituto delle case popolari, che con i suoi dipendenti ha a lungo parlato con la signora, effettuando diversi sopralluoghi. Ingenti i danni: secondo una prima stima almeno qualche decina di migliaia di euro, con i nuovi campanelli – cambiati sei mesi fa – che ne erano costati mille. Quarantuno, inoltre, i contatori del gas staccati. Per riattivarli se ne riparla fra 20 giorni.
Negli attimi più concitati, durante il rogo, la mamma è riuscita a salvare il piccolo cagnolino Lord, mentre la gatta Milù, trovata alla Geofor dieci anni fa, si è rintanata dietro un armadio. «Non potevamo scendere perché bruciava pure il portone – continua Barbara – e se fossi rimasta a dormire, io e i miei figli non saremmo usciti vivi. Abbiamo passato la notte sulle barelle del pronto soccorso. Da stasera (ieri per chi legge ndr) andrò dai miei genitori, ma dall’Apes mi hanno garantito che fra pochi giorni mi daranno un appartamento al terzo piano dello stesso edificio. Resterò lì».
È sconvolta anche Selene D’Eri, la vicina di casa, che ringrazia gli angeli in divisa. «Hanno salvato mia sorella disabile – rivela – poi i medici l’hanno visitata». Sul posto, dopo l’incendio, oltre ai soccorritori anche carabinieri e polizia. I militari del Nucleo operativo, guidati dal maggiore Giovanni Bartolacci, indagano a tutto campo. La pista prevalente, fino a ieri, era il rogo doloso. Ma è ancora presto per escludere ogni altra ipotesi. «Mi ricordo che una volta, diversi anni fa – conclude Longo – andò a fuoco un divano. Ora non so che cosa possa essere successo, perché il quartiere io lo trovo tranquillo».
@taglions. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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