Il Tirreno

Pisa

Scontro a Ghezzano sull’atelier del defunto artista Sposito

di Stefano Taglione
Scontro a Ghezzano sull’atelier del defunto artista Sposito

L’area è soggetta a esproprio e gli eredi rifiutano la proposta del Comune di creare un parco tematico Forza Italia: «Le sculture del giardino si devono valorizzare». Di Maio: «Ci chiudono le porte in faccia»

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SAN GIULIANO TERME. Potrebbe calare definitivamente il sipario sul giardino atelier allestito a Ghezzano dal defunto artista messinese Francesco Sposito, morto a febbraio e residente alle porte di Pisa da 30 anni. L’area verde sulla via Calcesana, infatti, da diversi anni è stata espropriata dal Comune di San Giuliano per realizzare una strada di pubblica utilità ed entro fine mese l’ente procederà con l’immissione in possesso. Il provvedimento – frutto di una procedura avviata dall’ex sindaco Paolo Panattoni – è stato rinviato per ben due volte dall’attuale primo cittadino, Sergio Di Maio, che ha proposto alla famiglia la creazione di un parco tematico di 450 metri quadrati collegato ai futuri giardini pubblici attraverso un cancello liberamente accessibile da tutti.

Gli eredi dell’artista siciliano – la moglie Antonina Saccà e il figlio Davide Sposito – hanno però rifiutato l’apertura dell’amministrazione. «Cosa si potrebbe pensare se si asfaltassero i giardini di Monet e si realizzasse un parco recintato intitolato a Monet? – si chiede ques’ultimo – Gli amanti dell’arte vanno nei giardini per vedere i fiori o per conoscere i luoghi dove si ispirava, conoscere le sue vestigia? E inoltre mamma mi domandava: è giusto che l’amministrazione tratti così un suo illustre artista e cittadino (appena morto) vissuto nel suo comune per 30 anni?».

L’esproprio approvato e avviato dall’amministrazione Panattoni è finalizzato all’apertura di una strada per collegare con la via Calcesana 15 villette da costruire. La variante urbanistica – risalente al 2000, anno in cui Sposito stesso propose all’allora sindaco di rilevare gratuitamente l’area pur di lasciarla nello stato in cui era – è diventata realtà sei anni fa sotto il Comune guidato da Panattoni, contro il quale gli eredi intentarono anche un ricorso al Tar, poi fallito almeno nella richiesta di sospensione del provvedimento. «Ci dispiace questa netta chiusura da parte degli eredi – sottolinea il sindaco Sergio Di Maio – proprio perché noi, che teniamo molto all’atelier, avevamo proposto una sua valorizzazione attraverso un parco tematico da realizzare proprio a Ghezzano».

Sul tema, con una nota, è intervenuta anche Forza Italia. «La Soprintendenza alle Belle arti – sostiene il partito di centrodestra – dopo aver già scritto nel mese di aprile chiedendo al Comune la revoca del provvedimento, nei giorni scorsi ha scritto anche al prefetto e alla segreteria del ministro Dario Franceschini sottolineando che “l’esproprio comporterebbe un’alterazione irreversibile del giardino atelier, oltre all’impoverimento arboreo dell’intera area e con danno all’impatto ambientale”, chiedendo di sospendere il procedimento di esproprio e di procrastinare qualsiasi decisione nell’ambito dell’esigenza di instaurare una leale e fattiva collaborazione tra enti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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